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27 maggio 2015

FAMIGLIA E SCUOLA PUNTI PRIORITARI PER IL M5S VIADANA

COMUNICATO STAMPA : FAMIGLIA E SCUOLA PUNTI PRIORITARI PER IL M5S VIADANA



Il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Alessandro Teveri torna a parlare del Programma dei Cittadini. «La famiglia è un’istituzione di cui spesso si parla nei programmi politici, ma che nella realtà dei fatti viene spesso dimenticata. Noi, in linea con l’impostazione generale che abbiamo dato alla nostra campagna elettorale, non facciamo promesse demagogiche ed irrealizzabili, ma abbiamo proposto una serie di interventi sostenibili. Un primo passo è sicuramente la costituzione di una Consulta delle famiglie, sulla base di quanto già avviene in altri comuni, per un confronto continuo e diretto con l’amministrazione. Lavoreremo anche per l’istituzione di uno sportello di mediazione famigliare, oltre che per un miglioramento del servizio del consultorio, soprattutto per quanto riguarda gli orari di accesso al servizio.»
Un approfondimento anche sul tema scuola. «Scuola e famiglia sono strettamente legate e l’attenzione verso l’una integra quello verso l’altra. È necessario gestire il problema di disponibilità di posti nelle scuole dell’infanzia. Una delle nostre proposte è quella del supporto alla nascita di agrinido, realtà già esistenti anche nella provincia di Cremona e che coniugano l’attività didattica al contatto con la natura. Ma abbiamo proposto anche l’idea di micronidi, gestiti da madri casalinghe come avviene nel progetto Tagesmutter.
Sempre per la scuola Teveri conferma la disponibilità degli eventuali consiglieri a rinunciare al gettone di presenza, misura che unita al taglio del 5% almeno dello stipendio del sindaco può portare nelle casse comunali un fondo fino a 7000€( circa 35.000 in una legislatura) da destinare alle piccole manutenzioni scolastica. A ciò sono da aggiungere gli eventuali guadagni reperibili con il progetto Dea Minerva, che consiste nella raccolta differenziata di plastica a livello scolastico, con vendita del materiale ad aziende utilizzatrici e destinazione dei soldi direttamente alle scuole. Nel Comune di Savignano sul Panaro le scuole sono riuscite ad ottenere in un anno fino a 10000 di ricavato dalla raccolta differenziate. "Un segnale politico, un esempio di come fare qualcosa, poco o tanto, sia possibile al di là dei soliti proclami propagandistici".

8 aprile 2011

Il programma. Quinta stella: Famiglia


Diminuzione delle rette degli asili e distribuzione di incentivi spalmati sui primi tre anni per le famiglie residenti nel territorio comunale che facciano nascere un figlio.

Creazione e potenziamento degli strumenti di assistenza domiciliare per alleviare i familiari di persone diversamente abili nelle difficoltà quotidiane.

Incremento del numero di parcheggi riservati alle donne in gravidanza.


Corsia preferenziale per donne con figli per assunzioni in Comune con orari part-time.


Collaborazione col Consultorio per istituire la figura professionale di puericultrice a sostegno dei neogenitori, con la possibilità di consulenze telefoniche, via web e con visite a domicilio.


Creazione punti di aggregazione per le famiglie anche in strutture laiche e non solo ecclesiastiche.

Introduzione di sgravi fiscali per i proprietari di appartamenti che affittino a prezzi calmierati a coppie di nuova formazione.

Agevolazione durante le attese delle file nelle strutture comunali, per le donne in gravidanza, attuando un diritto di priorità di passaggio. Eventuale allargamento della proposta a strutture commerciali.

12 marzo 2011

Chi siamo noi.

Codesto solo oggi possiam dirti:
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
(E. Montale, Non chiederci la parola).

Chi siamo noi. Cosa facciamo.
Siamo cittadini. Non siamo altro. Non sono tra quelli che detestano il termine politica; per me politica deriva da polis, e non significa altro che L'Arte di governare la società. Purtroppo quelli che dovrebbero essere artisti spesso non sono altro che imbrattacarte, e col loro nome vanno chiamati.
Ieri sulla stampa è comparsa la dichiarazione di una persona che ha detto "Il Movimento 5 Stelle per Viadana non ha un programma completo" - intendendo: come il nostro.
Certo: noi il programma ce lo costruiamo giorno per giorno, via mail, passandoci i mattoni via mail, smussando e limando via mail. Perché siamo cittadini, e quindi stiamo abituando i nostri occhi a non accettare più ciò che c'è di brutto ma a indicarlo e dire "Da ora, mai più".
Poi lo portiamo in riunione (aperta) al mercoledì, questo programma, e ne discutiamo con una birra davanti; poi lo portiamo all'aperto al venerdì, al mercato, scontrandoci a volte con indifferenza e sconcerto da parte di chi non è abituato a pensare che res publica significa cosa pubblica - e quindi nostra.
I punti del nostro programma ci sono e sono cinque - cinque come le stelle.
Famiglia, cultura, ambiente, lavoro e trasparenza.
Famiglia per chi ce l'ha e per chi non ha la possibilità di averla. Se una donna decide di sposarsi, subito al lavoro le chiedono se avrà la malaugurata intenzione di far figli; se un ragazzo cerca una compagna a Viadana non sa dove andarla a trovare, perché i posti di ritrovo mancano. Anche questo è famiglia.
Cultura, perché Viadana è un paese morto. Non ci sono iniziative pubbliche continue e sensate, e quelle private vengono ridotte e tarpate come le ali di un uccellino prima che provi a volare.
Ambiente, perché dopo che abbiamo votato il nostro no al nucleare sono tornati a imporcelo. E ci stiamo rassegnando a un Po che pare una lingua larga di acque morenti, e al puzzo di sostanze non riconosciute, e a un numero di tumori non certificato (non esiste un registro tumori nel mantovano!). Tumori che decimano imperterriti le nostre famiglie.
Lavoro perché stiamo attraversando una profonda crisi e gli strumenti adottati non bastano. Il lavoro bisogna garantirlo ai giovani e a chi esce dal mercato e non può trovare più un'occupazione: un licenziato di 50 anni - anche solo perché la sua azienda chiude - non può sperare ragionevolmente in una nuova collocazione di pari dignità. E le donne, anche qui, pagano uno scotto improponibile.
Trasparenza perché non sappiamo quello che fanno. Imbrattacarte che si dicono artisti con due, tre sedie o con l'idea che per governare basti trovare il consenso - magari con campagne elettorali che iniziano sei mesi prima e foraggiate da partiti onerosi per il Paese. Abbiamo il diritto di sapere quel che fanno, quel che spendono, perché hanno speso così e non in altro modo, cos'hanno in mente; ne abbiamo il diritto perché diamo loro un mandato (quello di occuparsi dei nostri interessi), non una cessione (dei nostri interessi). Ne devono rispondere, e non solo in cabina elettorale.
Chi siamo? Cittadini. Cosa facciamo? Chiediamo quello che ci spetta. La bellezza, essenzialmente; la bellezza di sapere che il bene comune è curato e che questo ci sarà d'aiuto e non di inciampo.