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11 febbraio 2017

VIADANA. TEVERI (M5S):" IL PREFETTO SARÀ A VIADANA PER LA COMMISSIONE ANTIMAFIA"


Il presidente della commissione Antimafia comunale Alessandro Teveri  (M5S), annuncia la data della seduta antimafia e la presenza del Prefetto Dott.ssa Carla Cincarilli: "Con molta disponibilità il prefetto ha confermato la sua presenza alla seduta di commissione antimafia di Giovedi 16 Febbraio alle ore 17,15 e ha richiesto che la stessa sia pubblica per totale trasparenza nei confronti dei cittadini. Durante la seduta proveremo ad analizzare la situazione di radicamento mafioso nel nostro territorio e valutare, sulla base delle recenti affermazioni del procuratore generale Pier Luigi Maria Dell'Osso, il funzionamento della prefettura e quali azioni concrete può attuare un' amministrazione per prevenire  infiltrazioni nell'ente comunale ".
Alessandro  Teveri
Presidente Commissione Antimafia del Comune di Viadana
Conclude poi il pentastellato Teveri: "Invito tutti i cittadini a partecipare anche per dare un segnale di contrasto ai fenomeni mafiosi che hanno infangato la nostra comunità, in particolare auspico che i dirigenti scolastici e professori possano sollecitare la partecipazione degli alunni affinché prendano coscienza dei problemi dovuti alle infiltrazioni e per fini educativi e di prevenzione sociale "

31 gennaio 2017

Viadana, M5S:" Da tre anni il Pg Dell'Osso dichiara infiltrazioni criminali nel Comune, serve Commissione d'accesso a tutela dei viadanesi onesti"


Viadana, M5S:" Da tre anni il Pg Dell'Osso dichiara infiltrazioni criminali nel Comune, serve Commissione d'accesso a tutela dei viadanesi onesti"

Apprendiamo dalla stampa locale e nazionale le nuove dichiarazioni del procuratore generale Pier Luigi Maria Dell'Osso all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2017 a Brescia, che dichiara: "Ulteriori indagini hanno confermato la dinamica di infiltrazione criminale nell’ amministrazione comunale di Viadana, tra i cui componenti sono emersi soggetti, dimoranti ed operanti nel comune da molti anni e costituenti riferimento per le organizzazioni ‘ndranghetiste".

Parole importanti che confermano quanto detto negli ultimi tre anni dal PG Dell'Osso sempre durante lo stesso evento inaugurale. Da tre anni il procuratore generale lancia gravi e autorevoli allarmi, ma che non sono seguiti da atti concreti a tutela della comunità e del buon nome dei viadanesi onesti. (Dichiarazione Dell'Osso 2015 - 20162017)

Chiediamo ora che oltre alle dichiarazioni seguano azioni definitive che restituiscano dignità e verità alla nostra comunità, pertanto grazie al nostro capogruppo e presidente della commissione antimafia del Comune di Viadana Alessandro Teveri, è stato protocollato un invito ufficiale al Prefetto per la prossima seduta di commissione antimafia che si terrà appena il Prefetto stesso confermerà la disponibilità.  In quella occasione speriamo di avere delle indicazioni su come intervenire sia per capire cosa è successo nel passato (lo studio della comportamento deliberativo delle giunte precedenti non è solo un fatto giudiziario) ed impedire per il futuro eventuali opacità.

Auspichiamo da sempre da parte delle prefetture attento monitoraggio e controllo soprattutto di quelle amministrazioni che nel passato hanno evidenziato criticità, anche alla luce del fatto che non esiste più il CORECO (il comitato regionale di controllo che esercitava il controllo di legittimità sugli atti delle provincie, dei comuni e degli altri enti locali), e che i cittadini non sempre possono ricorrere al Tar considerati i costi elevati, perciò è necessario che le prefetture controllino. 

Inoltre, viste le dichiarazioni di Dell'Osso reiterate nel tempo e nella loro pericolosità, auspichiamo che il procuratore generale possa interfacciarsi con il Prefetto al fine di consentirle un azione mirata di controllo, e che non escluda l'invio di una commissione d'accesso come fatto a Brescello nei mesi scorsi, e si volti definitivamente questa brutta pagina a Viadana.

I cittadini hanno tutto il diritto di sapere se il presente è diverso dal passato.

Siamo stanchi che il nome di Viadana venga associato continuamente all' 'ndrangheta: Viadana è innanzitutto la città del rugby, la città del Muvi struttura culturale che ci invidia tutta la Lombardia, è il paese delle eccellenze enogastronomiche, dell'attivo e prezioso mondo del volontariato, delle nobili tradizioni degli agricoltori, dei piccoli-medi imprenditori che vengono martoriati dalla pressione fiscale italiana fra le più alte d'Europa, Viadana è soprattutto dei cittadini onesti. 

GRUPPO DI LAVORO M5S VIADANA

28 aprile 2016

PROCESSO AEMILIA. M5S VIADANA: "SODDISFAZIONE PER L'AMMISSIONE UFFICIALE DEL COMUNE COME PARTE CIVILE".

PROCESSO AEMILIA. M5S VIADANA: "SODDISFAZIONE PER L'AMMISSIONE UFFICIALE DEL COMUNE COME PARTE CIVILE".


Il Gruppo di lavoro del M5S Viadana esprime soddisfazione per l'ammissione ufficiale del Comune di Viadana come parte civile nel processo antimafia Aemilia, da parte della corte dei giudici.
"E' un' altra tappa molto importante del percorso antimafia che tutta la comunità sta compiendo e certifica come i viadanesi onesti stiano alzando la voce contro l'illegalità".

Cosi  Il capogruppo consiliare del M5S e presidente della commissione antimafia Alessandro Teveri. "Sono anni che ci lavoriamo come gruppo 5 stelle e finalmente la strada è tracciata anche grazie all'impegno che ha dimostrato il sindaco Cavatorta quando ha ricevuto la richiesta della Commissione Antimafia per costituirsi parte civile. Continueremo decisi per fare chiarezza sugli episodi poco chiari degli anni passati, ma soprattutto per promuovere al massimo la legalità con la prevenzione sociale e l'informazione del fenomeno mafioso nelle scuole."

1 febbraio 2016

MAFIA A VIADANA, TEVERI (M5S): "PRESTO NUOVA SEDUTA COMMISSIONE ANTIMAFIA, SERVE CHIAREZZA DI NOMI E RESPONSABILITA' PER TUTELARE IL BUON NOME DI VIADANA E DEI VIADANESI ONESTI."




In merito alle nuove dichiarazioni del procuratore di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso , dove sostanzialmente conferma i tentacoli della mafia a Viadana, si esprime anche  il pentastellato presidente della commissione antimafia Alessandro Teveri:«Come capogruppo M5S e come presidente della commissione sono perfettamente d'accordo con il sindaco Giovanni Cavatorta sulla necessità di chiarire nomi e responsabilità. Nei prossimi giorni convocherò l'antimafia per confrontarsi e capire come agire in merito alle dichiarazioni del procuratore Dell'Osso»

Continua il capogruppo 5 stelle: «E' necessario chiarire e fare i nomi  di chi è sotto indagine o di chi ha contribuito al processo di infiltrazione 'ndranghetista nel Comune di Viadana.  Dobbiamo inoltre pensare a tutelare i viadanesi onesti  e il buon nome di Viadana».

Conclude poi Teveri: « Mi attiverò per portare nelle audizioni pubbliche dell' antimafia, personalità e istituzioni che nel loro ruolo possano dare un contributo divulgativo e informativo, per spiegare ai cittadini quali sono i reali rischi e le responsabilità, sempre nel rispetto del segreto istruttorio. Appena sarà ufficiale la data, invito i cittadini a partecipare alla prossima commissione antimafia che è pubblica e aperta all'ascolto di tutti, affinché possano anche inviarmi proposte e progetti d'iniziativa da sottoporre alla commissione."

30 gennaio 2015

M5S VIADANA: TUTTE LE LISTE ALLE ELEZIONI 2015 PUBBLICHINO IN TRASPARENZA CERTIFICATI PENALI E CARICHI PENDENTI

COMUNICATO STAMPA M5S VIADANA : 
Operazione antimafia 'Aemilia'



In questi giorni segnati da arresti e bliz antimafia, il Gruppo di Lavoro M5S Viadana desidera ribadire lo sdegno per le ferite profonde che l' ndrangheta ha provocato a TUTTA la nostra comunità viadanese. E' dal 2011 che cerchiamo di sensibilizzare la comunità sulla questione.
Nel contempo siamo orgogliosi delle nostre forze dell'ordine e esprimiamo immensa gratitudine alla Procura Distrettuale Antimafia di Bologna e ai Carabinieri per la grande operazione antimafia 'Aemilia' contro la 'ndrangheta e le sue infiltrazioni nei nostri territori. 
Come ribadito da alcune testate giornalistiche locali, sarà importante che chi si presenterà alle elezioni comunali 2015 si concentri sulle tematiche antimafia e possa comporre le liste dei candidati consiglieri in totale trasparenza.
In merito, il Movimento 5 Stelle Viadana accoglie l'invito e pubblicherà online sul sito www.viadana5stelle.blogspot.it , in modo completamente trasparente, tutti i certificati penali e certificati carichi pendenti dei 17 candidati alle elezioni comunali per il M5S Viadana (sindaco + 16 consiglieri) e chiede di fare lo stesso a tutte le liste elettorali che si presenteranno alle elezioni.

Gruppo di Lavoro M5S Viadana

26 gennaio 2015

VIADANA. INFILTRAZIONI MAFIOSE, IL M5S VIADANA VUOLE CHIAREZZA E LANCIA ALCUNE PROPOSTE.

VIADANA. INFILTRAZIONI MAFIOSE, IL M5S VIADANA VUOLE CHIAREZZA E LANCIA ALCUNE PROPOSTE.

In merito alle dichiarazioni del procuratore generale Pier Luigi Maria Dell'Osso, il quale ha confermato "l'accertata presenza tutt'altro che occasionale di  personaggi di spicco della criminalità 'ndranghetista"  nel tessuto sociale viadanese, il M5S Viadana auspica che le indagini possano fare luce su eventuali responsabilità personali o di gruppi criminali organizzati,  affinché il nome di Viadana e della comunità viadanese onesta, non venga mai più associata a fenomeni mafiosi ma solo chi è coinvolto o asseconda questi malfattori.

L' impegno del M5S sarà quello di continuare il percorso iniziato nel 2011, con incontri informativi dove esperti antimafia possano parlare di mafie illustrando i danni sociali, economici e culturali che provocano, e proponendo azioni amministrative o di sensibilizzazione. Nel 2011 fu inviato alla precedente amministrazione un documento protocollato con iniziative antimafie che non fu considerata meritevole di risposta. Più volte abbiamo sollecitato rischi di infiltrazioni mafiose, ma alcuni consiglieri di maggioranza definirono l' iniziativa "demagoga e populista".

Il candidato sindaco 5 stellAlessandro Teveri spiega una serie di proposte comunali antimafia: "Se amministreremo Viadana, alcune delle iniziative saranno la sensibilizzazione e diffusione del fenomeno con incontri pubblici e coinvolgimento organico e culturale delle scuole,  la trasparenza totale on-line nelle gare d'appalto rendendo chiara ed efficacie la pubblicazione di appalti e subappalti on line con visure camerali delle imprese che si aggiudicano appalti pubblici,  l' introduzione di ulteriori meccanismi di controllo incrociati insieme alla Camera di Commercio di Mantova per accertare possibili illeciti eventualmente commessi dalle ditte che concorrono ad appalti pubblici ed il loro regolare possesso del certificato antimafia, e la stipula di protocolli d'intesa e di regolamenti che sospendano l'assegnazione di appalti da parte del Comune e degli Enti collegati a ditte sottoposte ad accertamenti/indagini della magistratura o che si siano macchiate in precedenza di illeciti di varia natura operando sul territorio nazionale."
Conclude il 5 stelle :" Infine, nel caso di una Giunta 5 Stelle, istituiremo una Commissione Antimafia Comunale ad hoc e uno degli Assessorati avrà delega specifica sull' Antimafia."

Gruppo di lavoro M5S Viadana

29 gennaio 2014

MAFIA A VIADANA: COMUNICATO STAMPA M5S VIADANA

COMUNICATO STAMPA M5S VIADANA





Apprendiamo dalle testate giornalistiche i contenuti delle intercettazioni telefoniche della Girer del 2006 tra 'ndranghetisti, i quali certificano la presenza radicata dell''Ndrangheta a Viadana già dal 2000, facendo tra l'altro riferimento alle elezioni politiche del 2006 e a persone di spicco della politica viadanese.

Per una questione puramente etica, invitiamo l'amministrazione viadanese in quota PD a valutarein primis l'ipotesi di sospendere l'attività dell'Assessore Tipaldi, che secondo gli investigatori della Dda (Direzione Distrettuale Antimafia) sarebbe identificabile nella persona a cui i due mafiosi fanno riferimento, fino a quando la Giustizia non esprimerà un parere definitivo sulla questione.

Sarebbe anche da valutare la legittimità delle elezioni del 2006. Crediamo che il PD a Viadana debba compiere scelte importanti per prendere le distanze da queste gravi ombre.

Il Movimento 5 Stelle Viadana da 4 anni combatte il fenomeno mafioso, lo testimoniano i numerosi incontri informativi, sarà nostro obiettivo primario combattere i mafiosi e sgretolare le loro certezze: Viadana è nostra, dei cittadini e ce la riprenderemo.

MOVIMENTO 5 STELLE VIADANA
DEPUTATO MOVIMENTO 5 STELLE - ALBERTO ZOLEZZI
SENATORE MOVIMENTO 5 STELLE- LUIGI GAETTI
CONSIGLIERE REGIONALE M5S - ANDREA FIASCONARO

STASERA 29/01/2014 : FLASH MOB DEL MOVIMENTO 5 STELLE - CONTRO I MAFIOSI A VIADANA

ATTENZIONE:
STASERA  29/01/2014
FLASH MOB 
DEL MOVIMENTO 5 STELLE

CONTRO I MAFIOSI A VIADANA

 ORE 18,30 
PIAZZA MATTEOTTI 
(DAVANTI AL COMUNE)
VIADANA

25 settembre 2013

COMUNICATO STAMPA M5S SU MOZIONE ZANAZZI "QUESTIONARIO FDE" E SERATA PUBBLICA SULLE MAFIE NEL NOSTRO TERRITORIO DEL 25 OTTOBRE

COMUNICATO STAMPA M5S SU MOZIONE ZANAZZI "QUESTIONARIO FDE" 
E SERATA PUBBLICA SULLE MAFIE NEL NOSTRO TERRITORIO DEL 25 OTTOBRE

Il Movimento 5 Stelle Viadana con una nota esprime apprezzamento per l'iniziativa del Cons. Zanazzi in merito alla "Mozione per la presentazione e diffusione del Questionario FDE".

L'iniziativa del cons. Zanazzi  è apprezzata e appoggiamo con soddisfazione la mozione.
Già nell' Ottobre del 2011 il M5S Viadana aveva organizzato un'assemblea pubblica per dibattere sul tema "mafie" nel nostro territorio che ebbe un riscontro inaspettato dalla cittadinanza con l'Auditorium ITC pieno.  In quell'occasione  proponemmo all'amministrazione alcune iniziative comunali per contrastare il fenomeno dell'infiltrazioni mafiose e per informare e coinvolgere la popolazione, tra cui la diffusione del questionario FDE.
Proposte mai ascoltate e mai considerate neanche dalla maggioranza, anzi venimmo attaccati dal Consigliere di maggioranza Villirillo il quale affermò che "il M5S usa il tema mafia in modo demagogico e che rischia di offendere l'intera comunità calabrese di Viadana ".   Evidentemente il Cons. Villirillo, o chi per lui,  dimenticò in quella circostanza che nel Novembre del 92'  Domenico Scida, cutrese, e Maurizio Puca, napoletano, vennero assassinati a colpi di pistola dall' 'Ndrangheta in pieno centro a Viadana.  
Non solo, ma per rinfrescare la memoria di Villirillo e di chi ha affermato per anni che l' 'Ndrangheta non è mai stata presente nel territorio viadanese, avevamo elencato dettagliatamente sul nostro sito (http://viadana5stelle.blogspot.it/2012/01/ndrangheta-cancro-sociale-e-economico.html) tutti gli episodi di infiltrazione mafiosa nel viadanese documentabili con atti di Procura e testate giornalistiche locali.  Oltre a ribadire come la comunità calabrese sia una risorsa fondamentale per il nostro tessuto sociale ed economico, ed è la prima vittima del sistema mafioso che va a minare la libertà e l'economia del nostro territorio. Le mafie danneggiano tutti e favoriscono i disonesti qualsiasi sia l'origine culturale o territoriale.
Perciò  apprezziamo ancor di più l'iniziativa di Zanazzi che evidenza come il Comune abbia provato a fare qualcosa in questi due anni ma non a sufficienza.  
Anche per questo che per il 25 Ottobre abbiamo organizzato una serata pubblica all'Auditorium Gardinazzi con esperti di mafia come Claudio Meneghetti (scrittore del libro 'Ndrangheta all'assalto delle terre dei Gonzaga"), Luigi Caracciolo ( Responsabile Sezione Interforze di polizia Giudiziaria alla Procura della Repubblica di Mantova), la deputata 5 Stelle Giulia Sarti (esperta di mafia e in Commissione Giustizia alla Camera) e la Consigliera Regionale del M5S Silvana Carcano ( Commissione Antimafia Regione Lombardia), al fine di sensibilizzare la cittadinanza e l'amministrazione al problema.
Lo scopo della serata sarà quello di capire com'è la situazione attuale dell'infiltrazioni mafiose in Lombardia e nel nostro territorio, raccogliere le testimonianze degli ospiti e dei cittadini dibattendo sul fenomeno mafioso con domande, risposte e curiosità.


MoVimento 5 Stelle Viadana

10 ottobre 2012

Regione Lombardia, l’assessore Zambetti in manette: “Comprò voti da ‘ndrangheta”


Lombardia, arrestato assessore regionale "Ha comprato i voti dalla 'ndrangheta"

Arrestato anche Ambrogio Crespi, fratello di Luigi, il sondaggista di Berlusconi: avrebbe raccolto i consensi nei quartieri periferici di Milano. Secondo l''inchiesta condotta dalla Dda,alle elezioni del 2010 il politico del Pdl avrebbe acquistato 4mila preferenze per 200mila euro da emissari del clan Mancuso e Morabito

Un assessore della Regione Lombardia in manette, e questa volta l’accusa  di avere preso i voti della ‘ndrangheta, alle elezioni del 2010. All’alba i carabinieri hanno arrestato Domenico Zambetti, 60 anni, Pdl, con delega alla Casa, nell’ambito di un’inchiesta che ha portato in carcere una ventina di persone. In manette anche Ambrogio Crespi, fratello di Luigi, il celebre ex sondaggista di Silvio Berlusconi, che per la Dda di Milano si sarebbe incaricato personalmente di raccogliere i voti nelle periferie milanesi, in accordo con i clan. L’assessore avrebbe pagato 50 euro a voto i “pacchetti” di preferenze offerti dalla criminalità organizzata calabrese nella regione del Nord. Alle ultime elezioni, Zambetti aveva conquistato oltre 11mila consensi, risultando così tra i più votati.  Ma per ottenere il risultato si sarebbe rivolto a ‘portavoce’ dei clan calabresi, pagandogli in varie rate circa 200mila euro.
L’assessore Zambetti è accusato di voto di scambioconcorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. In dettaglio è accusato di aver comprato 4.000 preferenze, in vista delle elezioni del 2010, da cui il “conto” da 200.000 euro, da due esponenti della ‘ndrangheta. Legati, a quanto si apprende, ai clan Mancuso di Limbadi e Morabito-Palamara di Africo Nuovo, entrambi saldamente radicati in Lombardia. I presunti referenti individuati dagli investigatori sono Giuseppe D’Agostino, gestore di locali notturni, già condannato negli anni scorsi per traffico di droga, per i Morabito-Bruzzaniti, e l’imprenditore Eugenio Costantino per i Mancuso. 
A carico dell’assessore vi sarebbero intercettazioni telefoniche che documentano le fasi del pagamento. L’arresto è stato chiesto dal pm della Dda Giuseppe D’Amico ed è stato disposto dal gip Alessandro Santangelo.
L’arresto dell’assessore Zambetti è un altro colpo per la giunta di Roberto Formigoni, già assediato da richieste di dimissioni per gli scandali della sanità lombarda e per i numerosi esponenti della sua maggioranza finiti in carcere o sotto inchiesta negli ultimi anni. Sale infatti a 13 il numero di esponenti politici – fra Giunta e Consiglio – indagati dal 2010, inizio della legislatura al Pirellone. Proprio l’altro ieri, è stato condannato in primo grado a due anni e mezzo per falso e truffa il consigliere del Pdl Gianluca Rinaldin mentre la scorsa settimana è stato chiesto il rinvio a giudizio per varie ipotesi di reato, fra cui corruzione, per l’ex vice presidente dell’Aula, Filippo Penati, ex Pd.


4 luglio 2012

Mantova, attentato al magistrato antimafia

fonte: http://gazzettadimantova.gelocal.it/

Il pm Giulio Tamburini durante un processo a Mantova

Un ordigno è stato fatto esplodere nella notte davanti all’abitazione del sostituto procuratore Giulio Tamburini




La mafia nel mantovano c'è ed è il cancro del nostro tessuto sociale ed economico.
Il Movimento 5 Stelle è contro tutte le mafie, e le combatte con la denuncia, l'informazione e la cultura.

Staff Viadana 5 Stelle

14 giugno 2012

Nessuno tocchi Nicola Gratteri





Che la ‘ndrangheta volesse uccidere Nicola Gratteri non c’erano dubbi. Ora abbiamo le prove. Peppino Impastato diceva che la vera antimafia è quella che scassa la minchia. E Gratteri questo lo fa bene: conosce la ‘ndrangheta come pochi altri, cerca di non darle tregua, con i limiti che un uomo può avere. Nessuno tocchi Nicola Gratteri
La ‘Ndrangheta sta progettando un attentato contro il Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri. A darne notizia è stato “Il Fatto Quotidiano” di oggi basandosi sulle dichiarazioni di un pentito il cui nome è tenuto nel più stretto riserbo. Sedici chili di esplosivo sarebbero già arrivati a Reggio Calabria. Del progetto di attentato a Gratteri si è occupato il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica della città dello Stretto.
La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, competente per i fatti che riguardino magistrati del distretto di corte d’appello di Reggio, ha aperto un’inchiesta per fare luce sull’inquietante rivelazione. I magistrati del capoluogo di regione attendono che i colleghi reggini trasferiscano loro il relativo fascicolo. Nicola Gratteri è uno dei magistrati più attivi nella lotta alla criminalità organizzata calabrese. Già obiettivo di diversi progetti di attentati, vive sotto scorta da oltre 20 anni. Già negli anni 90, dopo aver crivellato la porta di casa con colpi di pistola, un affiliato chiamò la fidanzata del magistrato e l’avvertì: “Non sposare Gratteri perché sposi un uomo morto”. Nel 2005 inoltre fu intercettata una conversazione tra un boss e il genero dove i due parlavano della necessità di sterminare la scorta, oltre a Gratteri, per vendicarsi dei danni subiti. Nel corso degli anni poi sono emerse più notizie di minacce e della pianificazione di attentati da fonti qualificate, oltre che dagli interrogatori di diversi collaboratori di giustizia. Gratteri è entrato nel mirino dei boss da tempo. Dall’arresto del “colonnello” Rocco Aquino, uno dei 100 latitanti più pericolosi, a quello del boss Rocco Trimboli un paio di mesi fa. Si è occupato di importanti inchieste come quella sulla strage di Duisburg, nell’ambito della faida di San Luca, e la più recente “Crimine”, condotta insieme ai colleghi reggini e lombardi. Inoltre Gratteri da anni indaga anche sulla droga che dalla Colombia arriva nei porti europei.
AntimafiaDuemila

4 aprile 2012

Non c'è coraggio che tenga davanti alle pallottole

Non c'è coraggio che tenga davanti alle pallottole

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C'è un sindaco in Calabria che ha provato a resistere. Ma non ce l'ha fatta, e da oggi vive sotto scorta. E' Maria Carmela Lanzetta che tre giorni fa ha deciso di lasciare il suo incarico da primo cittadino di Monasterace, piccolo comune in provincia di Reggio Calabria. Ha mollato tutto per le pressioni subite dai clan, che poi a certe latitudini vuol dire proiettili e incendi. A Maria Carmela, farmacista prima che sindaco, hanno bruciato la farmacia. Era l'estate scorsa. Qualche giorno fa, invece, hanno crivellato di proiettili la sua automobile. Per questo ha preferito farsi da parte, perché, come ha detto lei stessa: "Non c'è coraggio che tenga davanti alle pallottole". La storia del sindaco di Monasterace, ripresa tra l'altro anche dalla BBC, è un po' la storia della Calabria. Ha il gusto della sconfitta, certo. Quello dell'impotenza. Ma biasimare Maria Carmela per la sua scelta vuol dire fare demagogia. Perché si è più soli che mai, in certi posti. E l'eco mediatica dura il tempo di un acquazzone. Biagio Simonetta

27 marzo 2012

Dosolo. La figlia di Scopelliti parla di Mafia

Dosolo. La figlia di Scopelliti parla di Mafia
Domenica a Dosolo alle 17 in sala consiliare si terrà un incontro dal titolo: "La Mafia al Nord", interverranno Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato Antonio, Aldo Pecora e Claudio Meneghetti; moderatore l'ass. Patrizia Bergomi.

5 febbraio 2012

INFILTRAZIONI MAFIOSE ANCHE A VIADANA


Meno male che qualcuno aveva detto che ha Viadana non ci sono infiltrazioni mafiose....Ecco un bel articolo della Gazzetta di Mantova scritto dal bravo e coraggioso Giovanni Tizian.
di Giovanni Tizian
Quest'anno i discorsi d'apertura dell'anno giudiziario sono legati tra loro da un filo rosso. La preoccupazione per la presenza radicata delle organizzazioni mafiose oltre la linea gotica. Non è più tempo di sottovalutazioni, di ridurre la questione a problema meridionale.
I padrini giunti al nord in soggiorno obbligato, sono rimasti perché non sono stati invogliati ad andarsene. Alla fine, in territori dove si pensava che la mafia non potesse attecchire, le cosche hanno messo radici. E l'hanno fatto perché capaci di tessere una fitta rete di relazioni sociali con il mondo locale. Nel tessuto economico e sociale lombardo, emiliano, piemontese e ligure, hanno riversato le loro ricchezze accumulate con attività illecite. Un passaggio realizzato tra l'80 e il '90. Oggi sono parte di quel sistema che non li ha espulsi. Ecco perché le mafie sono una "questione settentrionale", come ripete sempre Anna Canepa, magistrato della Direzione nazionale antimafia. È un fatto sociale e criminale che riguarda tutti, dal sud al nord.
Deve preoccupare che i boss utilizzano la corruzione per ammorbidire il senso civico del Settentrione. Dove non arriva la corruzione, perché incontra resistenza etiche, allora i mafiosi riprendono i loro metodi tradizionali: il piombo, le minacce, il fuoco.
Il fuoco appunto. In provincia di Mantova crescono gli incendi dolosi. Autocombustione? Invidia di imprenditori concorrenti? O pressioni mafiose? I magistrati li chiamano "reati spia". Incendi, furti nei cantieri e atti vandalici nei confronti di imprese e locali possono mappare la presenza mafiosa di un territorio. Così come possono radiografarla i beni confiscati su un territorio. Sono 5 i beni confiscati in provincia di Mantova. Più che nel Modenese, o che nel Reggiano. E, come ormai è accertato, i clan a Modena e Reggio Emilia sono radicati.
E poi c'è l'usura: "fenomeno che non è certamente nuovo nel territorio bresciano, ma che di recente, anche per effetto della generale crisi economica e finanziaria in atto, si è non solo acutizzato ed esteso, ma anche strutturalmente modificato, proponendosi come attività riconducibile non solo a soggetti singoli, bensì anche a gruppi, a loro volta inseriti in una vere e propria "rete" estesa, oltre che nella provincia di Brescia, anche nei territori di Bergamo, Mantova, Reggio Emilia". Lo scrivono i magistrati della Direziona nazionale antimafia nell'ultima relazione.
Usura ed economia legale vanno a braccetto, l'una permette di riversare capitali nella seconda. Per riciclare ci vogliono le imprese pulite.
Brescello, Gualtieri e Viadana sono legati da rapporti societari e legami di sangue. Franco e Michele Pugliese, rispettivamente padre e figlio, sono, secondo i magistrati, entrambi uomini della 'ndrangheta. E anche imprenditori: gli affari di Pugliese junior arrivano in Trentino. Da poco è stato condannato a 10 anni in primo grado nel processo "Pandora".
"A Viadana ha comprato, che so io, ha comprato un capannone mezzo milione d'euro", così racconta il collaboratore di giustizia Salvatore Cortese ai magistrati riferendosi a Michele Pugliese, uomo di punta della cosca Nicoscia. E su Pugliese senior aggiunge :" aveva una casa pure a Viadana comprata, una bellissima casa che ho mangiato anche la, ma bellissima, che poi se l'e venduta, lui compra, vende, ma gira sempre con un milione di euro, si puo dire, questo qua gira, tra casa, camion, appartamenti, ha un grosso giro di soldi questo qui, e infatti il figlio l'ha messo il padre, gli ha dato il padre la via al figlio, e il figlio pure ha un enorme giro di soldi". Sull'asse Gualtieri-Viadana le cosche Nicoscia e Arena, un tempo in conflitto, fanno girare grossi capitali. E possono contare come risulta da altre indagini coordinate dalle procure calabresi su uomini e mezzi. È sempre una 'ndrangheta che desta poco allarme sociale, non fa odore. Se non quando incendia. È un'organizzazione che vive di relazioni sociali, di una rete di insospettabili.
Servono notai e commercialisti per cambiare e intestare velocemente le quote societarie per evitare i sequestri dell'antimafia, servono imprenditori che danno subappalti e accettano i prezzi bassi delle imprese dei clan. La 'ndrangheta non si alimenta da sola. A proposito di queste relazioni, sempre Cortese nel 2008 racconta un episodio. Descrive la facilità di un imprenditore vicino al clan di ritirare anche "100 mila euro" presso un banca del Mantovano. "Quello chiama il direttore che glieli dà subito", spiega Cortese ai magistrati calabresi.
Legale e illegale che entrano in contatto, si mescolano e si confondono. Ma tutto nel silenzio, perché nessuno possa sospettare che la 'ndrangheta è parte di un territorio. In altre zone del Mantovano agiscono gli uomini del clan dei casalesi. A Borgofranco sul Po, ci sono elementi del clan legato a Michele Zagaria, uno dei massimi vertici del clan. Specializzati in estorsioni, ma anche in recupero crediti, dietro il quale si celano il pizzo e l'usura. E c'è un episodio che riguarda le campagne del Mantovano. Un episodio inquietante, emerso dall'indagine San Cipriano della Dda di Bologna. Uno degli arrestati, Alfonso Perrone, mentre si trova nel Mantovano, nella zona di Ostiglia, riceve una telefonata. Risponde. È un suo sodale. Dopo una lunga conversazione, Perrone dice: "mo te pass' a n'amico vogl' vedè si 'o canusc'".
Gli passa l'amico annunciato. Quell'amico in comune era, secondo gli investigatori, l'allora latitante Zagaria. La voce era compatibile all'80 per cento con quella di Zagaria, scrivono gli investigatori. Erano in viaggio verso Modena, anche da qui sarebbe passato Michele Zagaria, per 15 anni latitante invisibile.
Episodi che raccontano frammenti di organizzazioni, piccole storie che potrebbero nascondere una presenza radicate dei clan. Acquisire consapevolezza è il primo passo per fare lo sgambetto ai clan, che vivono di invisibilità, e si rafforzano con l'ignoranza e l' omertà, un vizio nazionale e non solo del sud del Paese.

17 gennaio 2012

'NDRANGHETA, CANCRO SOCIALE ED ECONOMICO ANCHE DEL NOSTRO TERRITORIO.

 
COMUNICATO STAMPA MOVIMENTO 5 STELLE VIADANA


Nei giorni scorsi il consigliere comunale della "Lista Penazzi" Villirillo ha riportato alla ribalta il tema 'Ndrangheta nel territorio viadanese, dichiarando a un quotidiano locale che non vi sono state infiltrazioni mafiose a Viadana negli ultimi 40 anni e criticando chi usa il tema mafia in modo demagogico e che rischia di offendere l'intera comunità calabrese di Viadana. 
Ringraziamo il consigliere Villirillo per aver trattato l'argomento, visto l'indifferenza che ha mostrato l'amministrazione in merito alla nostra lettera protocollata e inviata a tutta la Giunta Comunale e ai media nel mese di Novembre, nella quale vi erano descritte proposte concrete antimafia per informare le persone sul rischio 'ndrangheta locale e per studiare iniziative col fine di contrastarla. La lettera è consultabile su http://www.viadana5stelle.blogspot.com/search/label/%27NDRANGHETA .
Condividiamo pienamente con il consigliere Villirillo, cosa peraltro già ricordata diverse volte e anche nella serata informativa del 28 Ottobre 2011, che la comunità calabrese è una risorsa fondamentale per il nostro tessuto sociale ed economico, ed è la prima vittima del sistema mafioso che va a minare la libertà e l'economia del nostro territorio. Le mafie danneggiano tutti e favoriscono i disonesti qualsiasi sia l'origine culturale o territoriale.
Dissentiamo invece sul fatto che chi parla di 'Ndrangheta usi l'argomento per scopi demagogici; semplicemente si ha il desiderio di difendere il proprio territorio da un "cancro sociale ed economico" senza colpevolizzare nessuna comunità.
La mafia vive nel silen­zio e nell’omertà, l’unico modo per scon­fig­gerla è por­tarla alla luce e impedirle di riprodursi. Questo è possibile  informando i cittadini dei rischi ed è per questo che abbiamo chiesto l'aiuto dell'amministrazione inviando una lettera con richieste specifiche e con proposte concrete. Ma abbiamo ricevuto solo silenzio in cambio.
In merito alle dichiarazioni di Villirillo, il quale dice che nel nostro comune non ci sono state infiltrazioni mafiose negli ultimi 40 anni, ricordiamo che a Viadana i Grande Aracri nel 1992 misero a segno gli omicidi di Domenico Scida e Maurizio Puca, freddati a colpi di pistola in un agguato mentre parcheggiavano l'auto accanto alla chiesa di Santa Maria.
Sempre a Viadana avevano messo la base i Pugliese Michele Pugliese accusò Pasquale Tipaldi, imprenditore nel settore del movimento terra, imparentato con gli Arena, di essere il mandante dell’incendio di due Tir nell’agosto del 2004.
Secondo la relazione della Dda di Catanzaro, quell’incendio è strettamente collegato all’omicidio di Tipaldi, freddato la sera della Vigilia di Natale del 2005, nell’ambito della faida fra gli affiliati ai Grande Aracri-Nicoscia contro i Dragone-Arena. Michele Pugliese è stato arrestato nel novembre 2009 a Reggio Emilia nell'operazione Pandora della Dda di Catanzaro contro le cosche di Isola Capo Rizzuto che portò all'arresto di 37 persone.
L'operazione portò alla scoperta dei presunti autori di tre omicidi, tra cui quello del boss Carmine Arena, assassinato nell'ottobre 2004 con un bazooka mentre rientrava a casa.
Franco Pugliese, suocero di Fabrizio Arena (figlio di Carmine Arena, il boss ucciso nel 2004), abitava a Viadana ed era affiliato all’omonima cosca di Isola Capo Rizzuto della `Ndrangheta e latitante dall’aprile del 2009 perché sfuggito all’arresto in un’altra operazione condotta dalla Dda di Catanzaro chiamata Ghibli. Franco Pugliese è stato arrestato nel Febbraio 2010 a Isola Capo Rizzuto perchè avrebbe garantito l'elezione a senatore del Pdl di Nicola Di Girolamo, raccogliendo voti tra gli immigrati calabresi in Germania.(fonte Gazzetta di Mantova)
Infine nel 2005 risultava essere residente a Viadana Giovanni Abramo, genero di Grande Aracri Nicolino (capo dell’omonima famiglia di Cutro) è indicato nelle carte degli investigatori come “in collegamento con ambienti criminali calabresi” durante la sua permanenza.
Tutti fatti accertabili presso archivi di articoli di giornali locali e negli atti della procura di Catanzaro e Brescia. Parole negli atti di Procura, non parole demagogiche.
Chiediamo al consigliere Villirillo ed a tutte le forse politiche collaborazione per questo argomento che interessa tutta la comunità viadanese, proponendo alla Giunta Comunale un sondaggio popolare, con la distribuzione porta a porta di un questionario da distribuire a tutte le famiglie registrate presso l'ufficio anagrafe, e la restituzione dello stesso in forma anonima o firmato entro una data certa, in cui sia possibile denunciare attività illecite, richieste di pizzo, o segnalare anomalie che richiamino a metodi mafiosi. Un esempio di questionario efficacie è già stato pensato dall' ISTITUTO FDE.
Il modulo FDE è stato utilizzato ad esempio nel comune di Corsico (MI) ed è servito a scovare attività illecite e a recuperare circa un milione di euro di evasione fiscale.
Grazie per la collaborazione.

Movimento 5 Stelle Viadana
www.viadana5stelle.blogspot.com



VIDEO PRESENTAZIONE DELLA SERATA DEL 28  OTTOBRE 2011
SULLA 'NDRANGHETA NEL NOSTRO TERRITORIO



14.10.92 Viadana, scoperta una bisca
Viadana. Bische clandestine nel Casalasco. Scoperta e chiusa una a Viadana.

7.11.92 Parenti di un boss calabrese arrestati per droga a Viadana
Indagine tra Isola Capo Rizzuto e Crotone porta agli arresti marito e moglie di origine calabresi per detenzione, spaccio e associazione per delinquere di stampo mafioso

8.11.92 La mafia uccide a Viadana
Domenico Scida, cutrese, e Maurizio Puca, napoletano assassinati a colpi di pistola in pieno centro a Viadana.

9.11.92 Legami con i delitti di Brescello e Cremona?
Viadana. Si sospetta un regolamento di conti tra gruppi crotonesi presenti tra Reggio Emilia, Cremona e Mantova.
A Brescello assassinato Giuseppe Ruggiero, a Cremona Dramore Ruggiero e Antonio Muto.

10.11.92 Si sono accorti dell’agguato
Viadana. Gli inquirenti insistono sul collegamento tra gli omicidi di Viadana, quello di Brescello e quelli di Cremona.

11.11.92 Viadana-Brescello Gli uccisi erano amici
Viadana. Domenico Scida e Maurizio Puca erano legati da amicizia sin dall’infanzia a Cutro.

14.11.92 Brescello, arriva l’antimafia
Viadana. Dramore Ruggiero 29 anni, Antonio Muto 39 anni, Giuseppe Ruggiero 34 anni, Domenico Scida 24 anni tutti di Cutro. La DDA di Bologna interviene perché è chiaro che si tratta non di un semplice regolamento di conti.

17.11.92 Legame Viadana-Brescello
Viadana. La Procura trasmette gli atti alla DDA di Bologna. Si conferma la faida nel crotonese e i suoi riflessi al Nord.

21.11.92 L’antimafia sbarca a Viadana
La DDA di Brescia assume le indagini relative al duplice omicidio di Viadana. Confermati legami con omicidi di Brescello e Cremona.

8.12.92 Viadana arrestato presunto mafioso
Muratore crotonese arrestato a Viadana. Nel mandato di cattura figurano nomi importanti delle ‘ndrine di Crotone e Papanice quali Bonaventura e Vrenna.

30.8.94 Mafia, manette a Cicognara
Viadana. Arrestato muratore a Isola Capo Rizzuto  residente a Cicognara, una frazione di Viadana.

Nell’ambito dell’operazione “Atollo” viene arrestato Giuseppe Pullano componente della potente ‘ndrina degli Arena.
Il suo compito costruire una filiale in terra mantovana. Dopo due mesi viene scarcerato perché caso di omonimia.

17.2.94 Sedici mesi a viadanese. Aveva due pistole con matricola cancellata
Viadana. Una “Continental” calibro 6.35 della Browning e una Beretta 7.65 con relative munizioni e matricole abrase hanno fruttato la condanna a viadanese originario di Catania.

19.1.97 Lavoro nero: tre zone a rischio Castiglione, Suzzara e Viadana
Mantova. Luigi Tosi sindacalista della Cisl segnala che “molti operai del comparto edile sono costretti a licenziarsi e ad iscriversi come artigiani”. Il fenomeno più esteso a Viadana.

19.12.98 Le indagini da Reggio Emilia dove negli ultimi dieci giorni ci sono stati due sanguinosi attentati Mafia, perquisizioni a Mantova Operazione delle forze dell’ordine all’alba Blitz a casa di cinque calabresi
Viadana. Perquisite le case di cinque calabresi originari di Cutro residenti nel basso e medio mantovano.

11.10.2001 Presta 20 milioni e ne vuole 70 Imprenditore patteggia usura
Viadana. Imprenditore edile di Viadana patteggia la pena per il reato di usura.

23.12.2001 Molotov contro porta
Viadana. Bersaglio, la casa di un agente immobiliare locale, il futuro presidente della CCIA Ercole Montanari. Ne parlerà successivamente in occasione di analoghi attentati tra Brescello e Viadana.

14.08.2002 Chiedevano il pizzo, due arresti Un 19enne di Viadana e un 32enne di Brescello
Viadana. Entrambi pregiudicati sono finiti in carcere a Parma, un cutrese e un leccese, colti in flagrante per estorsione  verso un imprenditore edile. I carabinieri cercano legame con il racket.

24.9.2003 “A Viadana non c’è il racket”
Viadana. Sindaco, carabinieri e presidente camera commercio confermano che non esiste criminalità organizzata e men che meno che abbia penetrato il tessuto sociale ed economico di Viadana.

17.8.2004 Rogo doloso, distrutti tre automezzi
Viadana. Distrutti tre automezzi di un’impresa edile di Michele Pugliese di Isola Capo Rizzuto in un parcheggio di Viadana. Episodi analoghi registrati nel reggiano.

17.8.2004 Pavesi: non si tratta di malavita locale
Conferma che il tessuto economico locale resta sano ma che ci sono ragioni di preoccuparsi.

18.8.2004 Rogo, sentito in Calabria il titolare dell’impresa
Viadana. Sentito Michele Pugliese titolare della “Inerti rsl” di Isola capo Rizzuto domiciliato a Viadana. I mezzi distrutti sono intestati alla “Inerti srl”, alla “Cogetra” di Crotone e alla “Barolo” di Trezzano sul Naviglio.

24.8.2004 Rogo doloso: ieri summit in prefettura
Viadana. Si suppone che il racket operi nell’ambito dei lavori movimento terra per la costruzione della Cispadana ossia della variante all’ex Statale 62 della Cisa. Episodi analoghi registrati in provincia di Reggio.

26.8.2004 Viadana, attentato per la TAV
Viadana. Svolta nelle indagini: il racket opera nell’ambito degli appalti movimento terra per la costruzione dell’alta velocità.

22.9.2004 Appiccano fuoco al night club
Viadana. Messo a fuoco il locale notturno Agorà. Il proprietario originario di Matera risiede a Brescello. Più volte controllato dai carabinieri è sempre stato trovato in regola.
30.12.2005 I primi arrivi erano soggiorni obbligati
Mantova. Profilo che immagina che quanto succede nella Bassa sia qualcosa di più complicato di quanto si era pensato sinora. L’area posta tra Boretto, Viadana e Brescello, quest’ultimo ribattezzato Cutrello.

31.12.2005  Pavesi: “Nessun infiltrazione mafiosa nel tessuto economico e sociale”

9.1.2006 Killer pentito
Brescia. Paolo Bellini, malvivente reggiano che si autoaccusa anche dell’omicidio di Alceste Campanile il militante di Lotta Continua di Reggio Emilia compiuto nel 1975, si dichiara pentito di ‘ndrangheta e confessa il duplice omicidio di Viadana.

11.1.2006 Delitto a Viadana il killer confessa: li ho uccisi così
Viadana. Una vendetta della ‘ndrangheta . Bellini fu assoldato per assassinare il cutrese, il napoletano cadde perché testimone. Conferma che gli omicidi sono collegati a quelli di Brescello e Cremona. La guerra tra ‘ndrine è finalizzata a fissare i confini d’influenza tra Reggio e Mantova.

23.3.2006 Delitto di Viadana, ecco i colpevoli
Viadana. Paolo Bellini  fa i nomi dei mandanti del duplice omicidio di Viadana. Il suo compito era assassinare tutti “i dragoni” cioè gli appartenenti alle cosche Dragone-Arena in conflitto con le Grande Aracri-Nicoscia.

25.1.2007 Delitto Viadana Altro rinvio
Viadana. Secondo l’ex primula nera Paolo Bellini Giulio Bonaccia, Vincenzo Vasapollo e Salvatore Ruggiero parente quest’ultimo della vittima di Brescello e sodali della ‘ndrina Grande Aracri sarebbero i mandanti degli omicidi di Viadana.

1.3.2007 Il pm: “A processo Bellini e i mandanti”
Viadana. Nell’udienza preliminare il pm ritiene attendibile Paolo Bellini e quindi si va a processo.

24.5.2007 Delitto Viadana, assolto il reo confesso Bellini
Viadana. L’ex primula nera Paolo Bellini non è stato ritenuto attendibile e quindi tutti assolti. Secondo le testimonianze dell’epoca sarebbero stati in quattro i killers travestiti da carabinieri ad eseguire il delitto.

16.12.2009 In manette il boss del pizzo
Viadana. Arrestato nel suo nuovo domicilio di Viadana il 38enne Luca Caltagirone imprenditore edile di Gela. L’arresto è avvenuto nell’ambito di una operazione di polizia che ha messo le mani sul clan mafioso Emmanuello-Rinzivillo di Gela.

7.2.2010 Sequestri a Dosolo, Libiola e Bozzolo
Viadana. Sequestrati beni nei tre comuni della provincia tutti legati a vicende di ‘ndrangheta. Segnalata presenza di Giovanni Abramo braccio militare della ‘ndrina Grande Aracri, assolto in appello per l’omicidio di Antonio Dragone.

25.2.2010 Il viadanese che garantiva i voti
Viadana. Arrestato Martedì a Isola Capo Rizzuto Franco Pugliese, 52 anni, noto per aver raccolto voti per l’elezione del  senatore Di Girolamo PdL tra gli immigrati calabresi in Germania.