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30 gennaio 2014

L'Agricol-Tour fa tappa a Mantova

Comunicato stampa Movimento 5 stelle Viadana
L'Agricol-Tour fa tappa a Mantova

Domani mattina ore 10.00 presso lo Ster di Mantova in corso Vittorio Emanuele farà tappa l'Agricol-Tour ovvero l' incontro consultivo tra gli agricoltori,allevatori e i consiglieri regionali M5S della Commissione Agricoltura, Giampietro Maccabiani e Silvana Carcano.
I consiglieri raccoglieranno idee e proposte e sollecitazioni dal mondo agricolo sul nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, che detterà le linee programmatiche dell’agricoltura lombarda nei prossimi sei anni.
L’impegno del Movimento 5 Stelle è quello di registrare le osservazioni e le proposte di agricoltori e allevatori lombardi facendosi portavoce del mondo agricolo e rurale, per tradurre le sollecitazioni di chi lavora sul territorio in politiche pubbliche concrete.
Le osservazioni raccolte nel corso di “Agricol-Tour” saranno alla base di un  documento che M5S si impegna a inviare alla Giunta regionale perché lo accolga nella stesura del Programma di Sviluppo Rurale che sarà inviato all’Unione Europea la prossima primavera.
E' prevista anche la partecipazione dell'assessore regionale all'agricoltura Gianni Fava.

Movimento 5 Stelle Viadana

14 maggio 2013

Comunicato stampa. M5S Lombardia. Corte dei Conti: i partiti restituiscano immediatamente il denaro alla Regione.

Movimento 5 Stelle Lombardia
Comunicato stampa. M5S Lombardia. Corte dei Conti: i partiti restituiscano immediatamente il denaro alla Regione. No a moratorie e all’autoassoluzione dei consiglieri. 

La Corte dei Conti ha stabilito che, solo nel 2012, i gruppi e i consiglieri della Regione Lombardia si sono attribuiti illegittimamente oltre 1 milione di euro di rimborsi spese. Non sono, infatti, stati capaci di giustificare alla Corte scontrini e fatture che avevano addossato alle spese relative all’attività politica per quella somma.
In particolare, la Lega Nord ha speso 597.525 euro di denaro pubblico senza averne diritto, il Pdl 297.721 euro, l’Udc si è attribuita ingiustamente 48.886 euro mentre il Pd 46.256 euro. L’Idv ha  speso 12.365 euro di troppo, Sel 10.308 euro e il Partito Pensionati 827 euro.
Il capogruppo della Lega Nord, Massimiliano Romeo si è limitato a minimizzare: “la vicenda dei rimborsi è una pagina che riguarda il passato e che si è chiusa definitivamente”. Fabrizio Cecchetti, vicepresidente della Lega Nord ed ex presidente del Consiglio regionale, per parte sua ha tardivamente espresso “l’assoluta volontà di fare chiarezza”. Il Presidente del Consiglio regionale in carica Raffaele Cattaneo del PdL ha parlato di “aspetti problematici relativi all’interpretazione della delibera della Corte”. Allo stesso modo per Sara Valmaggi  del Partito democratico ci sarebbe “un problema complessivo di interpretazione della normativa nazionale”. Queste dichiarazioni identiche ribadiscono, sempre che ce ne fosse bisogno, che anche in Lombardia “l’affinità elettiva” governativa tra Pdl e Pd è ormai ampiamente rodata.
Per il Movimento 5 Stelle Lombardia la contestazione della regolarità  del controllo dei rendiconti dalla Corte dei Conti è irricevibile e ogni tentativo di autoassoluzione assurdo.
“Il Movimento 5 Stelle esprime piena fiducia nell’operato della Corte, e  chiede che le forze politiche restituiscano immediatamente quanto non dovuto”, dichiara Silvana Carcano, portavoce e capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia.
“E’ incomprensibile come amministratori che disponevano di ingenti somme che non richiedevano alcun obbligo di rendicontazione – continua Carcano – si siano attribuiti con leggerezza intollerabile altro denaro pubblico”.
“Siamo usciti dal tavolo lombardo di riduzione dei costi della politica anche perché chiediamo una rendicontazione scontrino per scontrino anche per le spese sostenute dai singoli consiglieri nell’esercizio del loro mandato. La rendicontazione deve essere a piè di lista, e cioè puntuale, documentata e pubblica. Vigileremo perché le forze politiche coinvolte non si autoassolvano con deroghe o tecnicismi nell’ambito del diritto o sanatorie. Quel denaro è pubblico e deve tornare al più presto nelle disponibilità della Regione”, conclude la portavoce del Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Lombardia.
 
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Ufficio stampa MoVimento 5 Stelle Regione Lombardia 

www.lombardia5stelle.org
 

9 maggio 2013

Comunicato stampa: Il Movimento 5 Stelle abbandona il tavolo di lavoro per la riduzione dei costi della politica in Regione Lombardia

Movimento 5 Stelle Lombardia

Comunicato stampa: Il Movimento 5 Stelle abbandona il tavolo di lavoro per la riduzione dei costi della politica in Regione Lombardia 


Il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia ha deciso diabbandonare il tavolo di lavoro sulla riforma dei costi della politica, istituito per espressa volontà del Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo. Il consigliere 5 stelle delegato dal gruppo, Gianmarco Corbetta, non presenzierà più al tavolo di lavoro informalmente istituito.

Dopo quattro incontri è palese l’assenza di volontà di tutte le forze politiche di ridurre adeguatamente i  costi della politica e in particolare di operare un netto taglio ai sontuosi “stipendi” dei consiglieri. Resta un miraggio l’obiettivo di piena trasparenza che meritano i cittadini lombardi nella gestione dei rimborsi delle spese per l’esercizio di mandato.
 
Ancora lunedì la proposta che circolava al tavolo era quella elaborata dalla Giunta: 6.600 euro lordi di indennità di carica, più 4.500 euro netti di rimborso delle spese a forfait, più eventuale indennità di funzione fino a 2.700 euro lordi.
 
Si tratta di un allineamento al tetto massimo previsto dai provvedimenti del Governo Monti, con un “ritocchino” al rialzo, rispetto alle condizioni attuali, ai rimborsi spese in regime forfettario, al quale maggioranza e parte dell’opposizione sembrano tenere particolarmente. In  regime forfettario significa che i consiglieri non dovranno preoccuparsi di esibire gli scontrini e le fatture delle spese sostenute nello svolgimento dell’attività politica per ottenere il rimborso.
 Insomma, i consiglieri regionali seduti a quel tavolo vorrebbero intitolarsi un bonus travestito da rimborso spese per discostarsi il meno possibile dai trattamenti percepiti fino ad oggi, sfruttando i “margini di manovra” concessi dai provvedimenti del Governo Monti, al pari di quanto è già successo in molte altre Regioni.

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle della Lombardia, che nei giorni scorsi ha pubblicato le impressionanti buste paga, relative ad un mese e mezzo di attività, dei consiglieri, ha indicato la strada:  cinquemila euro lordi,  rimborso delle spese effettivamente sostenute nell’attività politica dietro presentazione di un rendiconto pubblico, scontrino per scontrino per un tetto massimo di 3.000 euro.

Queste sono parte delle proposte che verranno contenute nel Progetto di Legge che il Movimento 5 Stelle porterà nella commissione consiliare competente.
Abbiamo già accantonato 100 mila euro dei cittadini dai nostri stipendi che attendono di rientrare nelle casse della Regione per essere assegnati ad un fondo per il microcredito da destinare alle piccole imprese.

Ma c’è di più: i fondi per il funzionamento e per la comunicazione dei gruppi consiliari avanzati dalla scorsa legislatura ammontano a più di 5 milioni e mezzo di euro… Che fine farà questo tesoretto? Noi proponiamo di restituirlo ai cittadini tramite il microcredito alle piccole imprese… i partiti accetteranno la nostra proposta?
 
Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Lombardia

26 marzo 2013

Assalto alla dirigenza in Regione: il concorso “fantasma” . Possibili danni erariali per 13 milioni di euro.

Comunicato Stampa n. 28
data: 26/03/2013

 

Assalto alla dirigenza in Regione: il concorso “fantasma”
Possibili danni erariali per 13 milioni di euro


I Consiglieri M5S di Regione Lombardia chiedono al Presidente Maroni di affrontare con urgenza e responsabilità la questione del concorso “fantasma” del 2006 con cui sono stati assunti 31 dirigenti regionali, e che siano quindi finalmente applicate tre fondamentali sentenze a questo riguardo.

Le tre sentenze, rispettivamente del TAR lombardo, del Consiglio di Stato e della Cassazione, si pronunciano sulla nullità del concorso indetto da Regione Lombardia nel 2006 in quanto privo di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, evidenziando il concetto per cui l'annullamento del bando travolge tutti gli atti successivi da esso dipendenti. La Corte dei Conti sta attualmente esaminando un esposto che chiede di valutare il possibile danno erariale prodotto da questa vicenda, stimabile al ribasso in 13 milioni di euro.
In attesa del pronunciamento della Corte dei Conti, i 9 Consiglieri di Regione Lombardia del M5S chiedono al Presidente Maroni di non tergiversare e di assumersi la responsabilità di affrontare la questione dando piena attuazione immediata e trasparente alle sentenze del TAR lombardo, del Consiglio di Stato e della Cassazione che hanno giudicato nullo il concorso pubblico con cui sono stati assunti ben 31 dirigenti.

Le iniziative del M5S e le 3 sentenze: i dettagli della vicenda

I Consiglieri regionali del M5S hanno protocollato Lunedì 25 Marzo 2013 in Regione Lombardia un documento che espone la vicenda alla luce delle iniziative del M5S e delle sentenze delle Corti chiamate ad occuparsi del caso.

Nel febbraio 2006 Regione Lombardia indice un concorso pubblico per l’assunzione di 31 dirigenti a tempo indeterminato, di cui 20 saranno assunti a partire dal primo Settembre 2007, mentre i restanti 11 saranno assunti a partire dal primo Gennaio 2008. Questo concorso pubblico viene effettuato senza la relativa e necessaria pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Pochi mesi dopo un cittadino milanese cita l’ente stesso per la mancata pubblicazione del concorso sulla Gazzetta Ufficiale. Mentre si attende la sentenza del TAR su questa vicenda, Nicola Maria Sanese, allora Segretario generale della Giunta Regionale, assume questi 31 dirigenti, facendo firmare loro una lettera in cui si prevede una risoluzione automatica del rapporto di lavoro per effetto di eventuali statuizioni giudiziarie pregiudizievoli.

Nel Gennaio 2008 il TAR lombardo annulla questo concorso a causa dela mancata publicazione, come previsto da leggi costituzionali.
Regione Lombardia fa appello contro questa sentenza presso il Consiglio di Stato.
In attesa di pronunciarsi, il Consiglio di Stato sospende la sentenza del TAR e impone che il concorso sia bandito nuovamente per un posto di dirigente per soddisfare la pretesa dell'appellato.

Ad aprile 2009 il Consiglio di Stato con sentenza n. 2077 conferma l'annullamento disposto dal TAR, specificando che "l'eliminazione dal mondo giuridico del bando di concorso, rende privi di qualsivoglia giustificazione gli atti successi" e aggiunge "di tale situazione si è mostrata ampiamente consapevole la Regione che ha condizionato l'accettazione della nomina da parte dei vincitori alla clausola contrattuale che contempla la risoluzione del rapporto per effetto di eventuali statuizioni giudiziali pregiudizievoli".
Regione Lombardia fa un ulteriore ricorso in Cassazione: a Giugno 2010 la Cassazione conferma ulteriormente le due sentenze precedenti (del TAR lombardo e del Consiglio di Stato), e conferma il principio per cui l’annullamento del concorso in quanto privo di pubblicazione su Gazzetta Ufficiale travolge e rende nulli tutti gli atti da esso dipendenti, compresa quindi l’assunzione dei 31 dirigenti.

Dal Settembre 2007 sono stati assunti e retribuiti con i soldi dei contribuenti 31 dirigenti con un concorso che ben 3 sentenze (rispettivamente del TAR lombardo, del Consiglio di Stato e della Cassazione) hanno giudicato non valido a norma di legge.
Nel 2008, con la Legge Regionale numero 20, Regione Lombardia introduce l’articolo 99 bis, il quale sana l’illegittimità del concorso in oggetto con una norma retroattiva, e quindi chiaramente incostituzionale, che consente di indire concorsi pubblici regionali senza la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Nella sentenza del TAR del 2008 si legge però che "la mancata pubblicazione dei concorsi anche in Gazzetta Ufficiale contrasta con leggi statali gerarchicamente superiori" e pertanto un tale adempimento non poteva assolutamente considerarsi derogabile da alcuna norma regionale. Anche il Consiglio di Stato scrive che "l'obbligo di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è sancito da norme e principi di rango costituzionale".

Nel Settembre 2012 Mattia Calise (consigliere comunale M5S di Milano), Vito Crimi ed Enrico De Alessandri depositano un esposto presso la Corte dei Conti per valutare un eventuale danno erariale derivante da questa vicenda; la stima al ribasso è di 13 milioni di euro. La valutazione istituzionale, nel caso in cui effettivamente ci sia un danno erariale, verrà effettuata dalla Corte dei Conti, che ancora non si è pronunciata a riguardo.
Ciò che i 9 Consiglieri regionali M5S chiedono oggi al Presidente Maroni è di prendere atto di questa situazione, dando piena e trasparente attuazione alle sentenze del TAR lombardo, del Consiglio di Stato e della Cassazione.   

Guarda il video: http://youtu.be/pjBzV22n0m4

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@lombardia5stelle.org
tel: 349 420 1349

15 gennaio 2013

IL MOVIMENTO CHE VANTA INNUMEREVOLI TENTATIVI DI IMITAZIONE


IL MOVIMENTO CHE VANTA INNUMEREVOLI TENTATIVI DI IMITAZIONE
L'avvicinarsi delle elezioni sembra aver scatenato la corsa a chi riesce a copiare (male e selettivamente) le proposte del Movimento 5 Stelle.
Roberto Maroni afferma che, se eletto, abolirà i contributi ai gruppi consiliari. Noi del M5s riteniamo che i rimborsi ai gruppi debbano essere strettamente limitati alle sole spese di funzionamento documentate con giustificativo fiscalmente idoneo. Non si possono tagliare i contributi ai gruppi, perché senza questi i consiglieri non potrebbero lavorare, a meno che l’obiettivo di Maroni sia proprio il blocco dei lavori del Consiglio Regionale. La demagogia e il populismo non rimetteranno in moto la Lombardia.Con l'obiettivo che le cariche pubbliche tornassero ad essere giustamente retribuite il Movimento 5 Stelle ha presentato un anno fa la proposta di legge Zero Privilegi, raccogliendo ben 12000 firme rimaste lettera morta.
Umberto Ambrosoli propone l'utilizzo di Liquid Feedback per «Costruire il progetto per amministrare la Lombardia, definire le linee guida che dovranno segnare lo sviluppo della Regione e individuare le priorità dell'azione di governo sono tappe di un percorso da condividere con i cittadini». Conoscendo lo strumento, abbiamo dubbi che lo scarso tempo a disposizione permetta di raggiungere un obiettivo così ambizioso.
In Lombardia, come già in Sicilia, Liquid Feedback, congiuntamente ad altri strumenti di partecipazione collettiva, sono di uso quotidiano per i cittadini che aderiscono al MoVimento in quanto strumenti di lavoro, condivisione e partecipazione. Il Programma Regionale, che è in corso di ultimazione, è stato elaborato e votato a partire da ottobre 2012 con incontri e votazioni sia online sia durante assemblee aperte.
Siamo contenti che le novità per le quali ci battiamo da anni stiano facendo breccia anche nei partiti tradizionali. Ma abbiamo difficoltà a credere che essi condividano il nostro obiettivo principale, cioè cambiare la politica attraverso azioni concrete, che ricordiamo in un breve elenco, a vantaggio di chi ci copia :
  1. Rappresentanti eletti come portavoce. Il Movimento 5 Stelle ha sempre dichiarato che le elezioni non costituiscono una delega in bianco e proprio attraverso strumenti quali Liquid Feedback i cittadini potranno continuare a partecipare al processo politico ed amministrativo pubblico, indirizzando i voti dei loro rappresentanti.I Portavoce eletti, nel rispetto delle regole del Movimento, chiederanno la riconferma del mandato ai propri elettori e si impegneranno a non superare 2 mandati.
  2. Cittadini Incensurati. I candidati del Movimento 5 Stelle hanno la Fedina Penale pulita, nello spirito della Proposta di Legge Parlamento Pulito, anch'essa rimasta lettera morta.
  3. Utilizzo della rete per rompere l’egemonia informativa “addomesticata” della televisione. Molti politici si stanno promuovendo online o hanno dichiarato di volerlo fare con risultati alterni. Su questo medium, infatti, le idee vanno avanti, chi non le ha lo usa a senso unico come strumento di propaganda e non di confronto con i cittadini.
  4. Politica a costo zero ovvero rifiuto dei rimborsi elettorali ed autoriduzione dello stipendio, come recentemente messo in atto dai Portavoce del MoVimento in Sicilia. In questo restiamo tristemente soli. Alcuni si fanno certificare i bilanci, ma anche i contributi ai gruppi della Lombardia erano certificati dalla Corte dei Conti, con i risultati che sappiamo.
  5. Primarie per i candidati. Nel MoVimento 5 Stelle le primarie sono totali, non esistono quote riservate, chi presenta i requisiti richiesti (fedina penale pulita e certificazione di identita’) si può proporre liberamente ed essere votato per ogni appuntamento elettorale e senza possibilità di manipolazione dei risultati da parte di nessuno.
Altre importati innovazioni non sono invece recepite dalla partitocrazia: il rispetto del limite dei mandati, le liste pulite (si vedano i diversi inquisiti plurivotati nelle primarie del PD o i frutti del dibattito parlamentare di questi mesi), e la partecipazione attiva dei cittadini alle scelte amministrative.
Noi continuiamo a guardare avanti, a proporre nuove idee e a comportarci coerentemente ai nostri principi, gli altri rincorrono faticosamente.
NOTA BENE
Il presente Comunicato è stato scritto e votato da 84 attivisti certificati sulla piattaforma deliberativa Regionale “Liquid Feedback” in modo orizzontale e trasparente.

11 gennaio 2013

Formigoni e Penati, un testamento da mille miliardi



“Formigoni e Penati si stanno avviando mestamente alla fine dei loro giorni da politici, ma i danni da loro provocati verranno pagati per decenni dai Lombardi” dice la portavoce del M5S Silvana Carcano con riferimento alla convenzione che il presidente della Regione Lombardia ha firmato col sindaco di Sesto S.G. per la costruzione della cosiddetta Città della Salute.
“E' vergognoso che un presidente dimissionato a furor di popolo nelle ultime ore della sua gestione dia il via libero a un progetto il cui costo iniziale è già di 1000 vecchi miliardi di lire e che se non verrà fermato rischia come ogni appalto in Italia di costarci il doppio."
Un colpo di mano che non sarebbe potuto avvenire senza il consenso di quel PD che “avrebbe dovuto essere opposizione” e che ora si propone come “governo” della Regione. Il candidato del PD Ambrosoli infatti proprio oggi conferma il suo favore all'operazione Sesto.
“E come potrebbe d'altronde – continua Carcano – dire no al partito che l'ha scelto e che, con Penati prima e Oldrini poi, ha dimostrato di voler portare a termine a tutti i costi, nonostante le inchieste della magistratura, l'Operazione Falck. Inoltre, nel caso nella zona fosse sopravvissuto qualche piccolo commerciante, l'accordo prevede anche la costruzione di un altro megacentro commerciale il quarto della città di Sesto”.
Sulla sanità la posizione del M5S è chiara ed è basata su due punti: fuori i partiti dalla sanità e priorità alla prevenzione che fa risparmiare. La Città della Salute è fatta per portare benefici a chi possiede i terreni, a chi ci costruisce sopra e a chi li riempe di macchinari e medicine più che ai malati.
“Il caso della Città della Salute – conclude Carcano - è l'ennesima dimostrazione di come i partiti (di destra, di sinistra, di centro) prendano impegni destinati a gravare sulla collettività senza neanche provare a sentire cosa ne pensino i cittadini. Il M5S si impegna invece a chiedere che ogni spesa regionale di grossa entità venga sottoposta a referendum confermativo. Se una regola del genere fosse stata già in vigore sicuramente Formigoni non avrebbe potuto farci uno scherzetto come quello del nuovo palazzo della Regione, anch'esso costato alla collettività più di 1000 vecchi miliardi”.

Movimento 5 Stelle Lombardia