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19 maggio 2016

RESTITUTION DAY: I CONSIGLIERI 5 STELLE RESTITUISCONO I LORO GETTONI DI PRESENZA ALL'ASILO NIDO COMUNALE CRESCERE


"Noi siamo quello che facciamo, manteniamo le promesse: in campagna elettorale avevamo detto che il gettone di presenza lo avremmo restituito ai cittadini sottoforma di finanziamento all'asilo nido comunale e cosi abbiamo fatto".
Cosi il consigliere Teveri sintetizza l'iniziativa del M5S Viadana. Nei primi sei mesi di mandato i consiglieri Alessandro Teveri e Monica Susy Foti hanno accumulato 224,12 Euro netti di gettone di presenza che spettano in qualità di consiglieri comunali.

Continua Teveri: "I consiglieri comunali prendono circa 18 euro a consiglio comunale, noi abbiamo deciso di restituirli perchè sono soldi pubblici e riteniamo che il ruolo di consigliere comunale sia come il ruolo di qualsiasi volontario di associazione, lo si fa per passione civica verso la propria comunità. Ci tengo a ribadire che questa non è una beneficenza, ma una restituzione di soldi pubblici".

Spiega successivamente la consigliera Monica Susy Foti : "Se tutti i consiglieri avessero approvato la nostra mozione che chiedeva di creare una voce di capitolo a bilancio per finanziare scuole di competenza comunale  e dove lasciare volontariamente  il gettone di presenza, in una intera legislatura l'asilo nido comunale avrebbe potuto usufruire fino a circa 30.000 euro per progetti didattici, lavoretti, piccole manutenzioni e materiale didattico. Purtroppo la mozione fu bocciata da tutto il consiglio ma noi non molliamo di un centimetro e con coerenza restituiamo soldi pubblici a un ente di competenza comunale, che abbiamo individuato assieme agli attivisti nell'asilo nido comunale Crescere. "

Conclude poi la consigliera Foti: "In base alle esigenze della scuola e assieme alla coordinatrice dell'asilo, abbiamo concordato che con i soldi dei primi 6 mesi di mandato finanzieranno parte dei libretti-ricordo che ogni fine anno testimoniano in modo emozionante lo splendido lavoro didattico che portano avanti le insegnanti assieme ai bimbi. Per i prossimi 6 mesi di mandato pensiamo di finanziare un corso didattico che individueranno le stesse insegnati."

23 dicembre 2015

M5S VIADANA: "RINUNCIA VOLONTARIA DEL GETTONE DI PRESENZA PER FINANZIARE LE SCUOLE COMUNALI"

M5S VIADANA: "RINUNCIA VOLONTARIA DEL GETTONE DI PRESENZA PER FINANZIARE LE SCUOLE COMUNALI"


Il M5S Viadana lancia una proposta per il prossimo consiglio comunale: una mozione per l'approvazione di un modulo affinché i consiglieri comunali possano rinunciare in modo volontario ai gettoni di presenza, per poi depositarli in un apposito capitolo del bilancio comunale, con rendicontazione obbligatoria delle entrate e delle uscite, destinato a finanziare spese a favore delle scuole di competenza comunale.

L'iniziativa pentastellata ha già avuto il parere favorevole sulla realizzazione tecnico-contabile, durante un incontro del 1.12.2015 tra una delegazione del M5S Viadana e il segretario comunale Dott. Leonardi, si tratta solo di dare gli strumenti necessari ai consiglieri per rinunciare volontariamente al compenso.

L'obiettivo è dare un piccolo segnale concreto di vicinanza ai cittadini contribuendo con i propri gettoni di presenza a finanziare iniziative o piccole manutenzioni delle scuole comunali.

Se tutti i consiglieri partecipassero all'iniziativa volontaria, in una legislatura si potrebbero ricavare circa 30.000 euro per le scuole.
Il M5S Viadana auspica l'approvazione della mozione e la partecipazione volontaria di tutto il consiglio comunale, con la partecipazione anche della Giunta.

M5S VIadana

2 ottobre 2015

AUMENTO DELLO STIPENDIO AL SEGRETARIO COMUNALE. M5S:"INCOMPRENSIBILE".

M5S VIADANA:  "INCOMPRENSIBILE  L' AUMENTO DELLA RETRIBUZIONE DEL SEGRETARIO COMUNALE "

Apprendiamo dalla stampa che “Il sindaco di Viadana ha firmato il decreto che, a far data dall’1 settembre scorso, riconosce al segretario comunale la maggiorazione del 50% rispetto alla retribuzione di posizione prevista per la fascia di appartenenza” (Decreto nr. 13 del 25.09.2015).
Dalla lettura del decreto emerge che la maggiorazione è prevista dal Contratto Collettivo di categoria, “nell’ambito delle risorse disponibili e nel rispetto della capacità di spesa”, facendo riferimento a “condizioni oggettive – complessità organizzativa e complessità funzionale dell’Ente – e condizioni soggettive – attività gestionali e incarichi speciali – attribuiti al Segretario”.

Come già evidenziato nella nostra Interpellanza dello scorso 17.9.2015, “il D.L. 174/2012 (art. 147 bis, c.2, Tuel) e la Legge 190/2012 (art. 1, c.6) attribuiscono al Segretario Comunale l’organizzazione della macchina comunale, la puntuale vigilanza attraverso l’attuazione dei controlli interni sul personale, sulla regolarità amministrativa degli atti del Comune ed individuano nel Segretario Comunale il Responsabile della prevenzione della Corruzione”.

 Il M5S Viadana esprime, pertanto, completo dissenso su quanto decretato dal Sindaco, per molteplici motivi:
 - Non si comprende l’opportunità di riconoscere aumenti salariali per l’espletamento di mansioni che, per la parte più consistente, sono previste per legge, salvo che questa scelta non sia preludio ad una complessiva revisione dei ruoli dirigenziali attualmente in essere.
- Stante il duplice richiamo del Contratto Collettivo Nazionale di Categoria alle “risorse disponibili ed al rispetto della capacità di spesa dell’Ente” non si comprende l’opportunità di aggravare ulteriormente la situazione di bilancio del Comune, già definita in più occasioni, dalla stessa Amministrazione, deficitaria (l’aumento inciderà per circa ulteriori 7.300 € annui sul bilancio).
- A ulteriore sostegno delle perplessità espresse nella Interpellanza 5 stelle del 17.9.2015, se il Sindaco Cavatorta ritiene la posizione ricoperta dal Segretario Comunale meritevole di un così sostanzioso aumento salariale, non era ancor più giustificato assumere il Segretario Comunale a tempo pieno? Che senso ha disporre a tempo parziale una figura così cruciale per garantire il funzionamento del nostro Comune?
Nel rispetto dell’autonomia amministrativa del Sindaco, il Movimento 5 Stelle di Viadana invita nuovamente l’Amministrazione a rivedere la propria posizione in merito alla stipula della Convenzione di Segreteria, infatti riteniamo quanto mai fondamentale, soprattutto dopo il decreto firmato dal Sindaco, che il nostro Comune non si possa permettere un Segretario Comunale a mezzo servizio e con un costo assolutamente non ridotto anzi, a questo punto, anche maggiore.


M5S Viadana

16 luglio 2013

Ecco i costi della politica alla Camera

Costi della politica, Camera. M5S: “Ecco tutti gli stipendi dei dipendenti”

Riccardo Fraccaro, deputato membro dell'Ufficio di presidenza è stato incaricato di raccogliere i dati sulle spese di Montecitorio: "Abbiamo incontrato un muro di gomma. Nessuno vuole che si tocchino questi privilegi". Ecco la presentazione del primo dossier a 5 Stelle sull'argomento con un'ipotesi di riduzione

Deputati Movimento 5 stelle
Una Camera “oscura” di conti, stipendi e privilegi intoccabili al prezzo di 280 milioni all’anno. Il Movimento 5 Stelle racconta così l’entrata nelle istituzioni e il tentativo di realizzare uno dei punti chiave del loro programma: l’abbattimento dei costi della politica. Tetti retributivi e tagli alle indennità, l’ipotesi di riduzione delle spese è già sul tavolo dei parlamentari a 5 Stelle. E’ l’impresa che sognano, ma che ha già una prima difficoltà: la resistenza dei protagonisti.
Infografica di Pierpaolo Balani
Non volevano darci i dati ufficiali, siamo stati ostacolati in tutti i modi”, raccontano i deputati. Riccardo Fraccaro, membro dell’Ufficio di Presidenza e del Comitato per gli Affari del personale è stato il parlamentare incaricato di raccogliere le informazioni, ma il risultato è stato “trovare un muro di gomma” e uno status quo difficile da toccare. “Fraccaro”, ha denunciato Beppe Grillo sul blog, “ha chiesto di conoscere il trattamento retributivo nominativo percepito mensilmente da tutti i dipendenti appartenenti alle diverse qualifiche. Gli è stato risposto che in capo al deputato non esiste “un interesse giuridicamente rilevante alla conoscenza dei dati”.
All’appello mancano stipendi nominativi e il curriculum vitae dei dipendenti:”Nelle ultime ore”, ha dichiarato Riccardo Fraccaro, “è arrivata l’autorizzazione a pubblicare gli aumenti di stipendio e ci hanno dato accesso a 91 curriculum strutturali. E’ un passo avanti, ma non basta. Continueremo a chiedere”. Gli eletti a 5 Stelle hanno deciso di pubblicare un dossier sui costi di Montecitorio prima di affrontare la questione nell’ufficio di presidenza.
“Noi pensiamo”, ha continuato il deputato Fraccaro, “che questa crisi si debba combatterechiedendo a chi ha di più di dare di più. E possiamo farlo solo chiedendo coerenza. Vediamo quello che ho scoperto: il costo per il personale è di 280 milioni di euro. Per i dipendenti in pensione 220 milioni di euro. Se aggiungiamo le spese per i parlamentari, quasi 2\3 del bilancio della Camera è destinato a pagare dipendenti di Montecitorio”. Le proposte di riduzione e trasparenza sono state in parte accolte dagli altri partiti: “Il problema è che non hanno intenzione di essere efficaci veramente, ma vogliono fare scelte di facciata. Ho chiesto di vedere i curriculum, ma si sono opposti Pd e Sel. La Boldrini ha scelto invece di pubblicare le curve retributive fino al 35esimo anno di carriera, ma si tratta di una presa in giro: gli stipendi aumentano automaticamente e senza merito”. Secondo Fraccaro, l’intervento annunciato sulle curve retributive “non intacca i diritti acquisiti e i tagli si applicheranno solo ai futuri dipendenti e per quelli attuali non è stata accettata neppure l’introduzione di un tetto massimo. “Tra le proposte che abbiamo avanzato, c’è quella di inserire il merito nell’aumento di stipendio. Provvedimenti sono stati presi sulle ferie, maggiori rispetto ai dipendenti pubblici al di fuori della Camera. Un’altra battaglia: divieto di cumulare le pensioni con ulteriori incarichi. Poi temporaneità degli incarichi e dei vicesegretari generali.Temporaneità che permette di non creare poli di potere“. 
La denuncia del Movimento 5 Stelle riguarda tutta l’attività parlamentare. “L’ufficio di presidenza”, ha aggiunto Luigi Di Maio, vice presidente della Camera, “non ha fatto che approvare privilegi. Tanti i capitoli da affrontare. Intanto i vitalizi ci costano 91,8 milioni di euron e con la nostra proposta di stipendi ridotti potremmo risparmiare 42 milioni di euro”. Per stipendi e pensioni di dipendenti, parlamentari ed ex vanno via 784 mln l’anno mentre gli stipendi apicali dei consiglieri ammontano a quasi 400mila. C’è poi il capitolo dell’affitto degli immobili, che costa alla Camera, “dunque ai cittadini, 30 milioni di euro l’anno”. Soldi spesi, a detta dei 5 Stelle, in barba a possibili e semplici risparmi. “Gli uffici degli ex presidenti Bertinotti e Fini sono incredibilmente ancora qui: 10 stanze del Theodoli-Bianchelli. Senza dimenticare gli appartamenti dei questori: la scorsa legislatura erano a palazzo Marini 1, edificio poi dismesso, ci si è affrettati ad adeguare il nuovo palazzo: costo 200 mila euro. Inizia nuova legislatura: li dismettiamo”. Spazi che Di Maio propone di utilizzare per farli diventare uffici, aspettando che scadano i gli affitti senza possibilità di recesso..
Tanti gli sprechi denunciati: “Qui dentro si stampano atti parlamentari per 9 milioni di euro, è giunto il momento di informatizzarci. Si spendono ogni anno 4 milioni per l’acquisto software, noi proponiamo di usare i software open source. Poi l’assicurazione per la vita ci costa 110 milioni di euro. Si regge sui contributi dei parlamentari” . Nel dossier presentato alla stampa anche una lista di proposte: “Noi vogliamo aggredire i diritti acquisiti. Non lo dico solo per la Camera dei deputati. I vitalizi ad esempio sono una spesa enorme e credo che potremmo affrontare un ricorso per l’abolizione. Se non cominciamo, scarichiamo sempre sulla generazione futura”. Ci sono poi le erogazioni ad enti esterni: 100 mila euro per il circolo di Montecitorio, 20 mila per il rettore della Chiesa San Gregorio Nazianzeno, 260 mila per l’Unione Interparlamentare. Altri risparmi, secondo il dossier, si potrebbero ottenere intervenendo sui contributi alle assicurazioni dei parlamentari e tagliano di qualche punto percentuali altre spese: per esempio, 7,1 milioni di euro l’anno per le pulizie, 3,8 per la gestione dei servizi informatici più altri 3,1 per la manutenzione software ed hardware, 3 milioni di euro per l’ufficio stampa
Ecco i primi dati che il Movimento 5 Stelle ha potuto consultare:
Il personale e i livelli retributivi
I dipendenti pubblici in servizio alla Camera sono 1521, divisi in cinque livelli a cui corrispondono diverse retribuzioni. Al quinto livello troviamo 183 consiglieri parlamentari: 121 generali, 33 con la funzione di stenografi, 18 bibliotecari e 8 tecnici. Questi arrivano a guadagnare fino a 400 mila euro lordi all’anno a fine carriera, dopo 41 anni di servizio. Cominciano guadagnando € 2.920,44 netti al mese, e poi ogni due anni scatta l’aumento di stipendio. Così dopo 25 anni passano a 341, 947 annuali lordi. A cui si aggiunge, per 170 circa di loro, l’indennità di funzione che aumenta secondo il grado. Si parte con circa 3900 euro lordi per il segretario generale fino a scendere sui 600 euro mensili per le qualifiche minori.
Il quarto livello invece riguarda 293 dipendenti pubblici, che comprendono documentaristi, tecnici e ragionieri. Cominciano con uno stipendio di € 1.876,57 netti al mese e dopo 25 anni hanno un guadagno pari a 227 786 lordi all’anno. E a fine carriera arrivano a quasi 270mila euro. Senza dimenticare che 139 di questi godono di un aggiunta mensile, ovvero dell’indennità di funzione.
Il terzo livello: comprende  777 dipendenti che svoglono la professione di segretari, assistenti di settore, infermieri di reparto, coordinatori. Il loro stipendio è di 40 968 euro lordi iniziali all’anno per poi crescere fino a 167 400 euro a fine carriera. Di questi, 118 hanno lo stipendio aumentato grazie all’indennità di funzione.
Il secondo livello è composto da 262  persone tra segretari, assistenti parlamentari, collaboratori tecnici. La retribuzione iniziale è di circa 40mila euro all’anno lordi e a fine carriera arriva a 156mila euro circa. 
Il primo livello sono invece gli operatori tecnici. Un assunto risulta alla Camera, che guadagna dopo 25 anni circa 35 644 euro lordi.
Indennità
La proposta dei 5 Stelle riguarda anche la riduzione dell’indennità di funzione percepita dai dipendenti di Montecitorio. La spesa attuale complessiva arriva a 4 150 334, 16 euro lordi e l’idea è quella di dimezzarla a 2 594 534, 53 con riduzioni che vanno dal 70% per il segretario generale fino al 30% per i vice assistenti.

9 maggio 2013

Comunicato stampa: Il Movimento 5 Stelle abbandona il tavolo di lavoro per la riduzione dei costi della politica in Regione Lombardia

Movimento 5 Stelle Lombardia

Comunicato stampa: Il Movimento 5 Stelle abbandona il tavolo di lavoro per la riduzione dei costi della politica in Regione Lombardia 


Il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia ha deciso diabbandonare il tavolo di lavoro sulla riforma dei costi della politica, istituito per espressa volontà del Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo. Il consigliere 5 stelle delegato dal gruppo, Gianmarco Corbetta, non presenzierà più al tavolo di lavoro informalmente istituito.

Dopo quattro incontri è palese l’assenza di volontà di tutte le forze politiche di ridurre adeguatamente i  costi della politica e in particolare di operare un netto taglio ai sontuosi “stipendi” dei consiglieri. Resta un miraggio l’obiettivo di piena trasparenza che meritano i cittadini lombardi nella gestione dei rimborsi delle spese per l’esercizio di mandato.
 
Ancora lunedì la proposta che circolava al tavolo era quella elaborata dalla Giunta: 6.600 euro lordi di indennità di carica, più 4.500 euro netti di rimborso delle spese a forfait, più eventuale indennità di funzione fino a 2.700 euro lordi.
 
Si tratta di un allineamento al tetto massimo previsto dai provvedimenti del Governo Monti, con un “ritocchino” al rialzo, rispetto alle condizioni attuali, ai rimborsi spese in regime forfettario, al quale maggioranza e parte dell’opposizione sembrano tenere particolarmente. In  regime forfettario significa che i consiglieri non dovranno preoccuparsi di esibire gli scontrini e le fatture delle spese sostenute nello svolgimento dell’attività politica per ottenere il rimborso.
 Insomma, i consiglieri regionali seduti a quel tavolo vorrebbero intitolarsi un bonus travestito da rimborso spese per discostarsi il meno possibile dai trattamenti percepiti fino ad oggi, sfruttando i “margini di manovra” concessi dai provvedimenti del Governo Monti, al pari di quanto è già successo in molte altre Regioni.

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle della Lombardia, che nei giorni scorsi ha pubblicato le impressionanti buste paga, relative ad un mese e mezzo di attività, dei consiglieri, ha indicato la strada:  cinquemila euro lordi,  rimborso delle spese effettivamente sostenute nell’attività politica dietro presentazione di un rendiconto pubblico, scontrino per scontrino per un tetto massimo di 3.000 euro.

Queste sono parte delle proposte che verranno contenute nel Progetto di Legge che il Movimento 5 Stelle porterà nella commissione consiliare competente.
Abbiamo già accantonato 100 mila euro dei cittadini dai nostri stipendi che attendono di rientrare nelle casse della Regione per essere assegnati ad un fondo per il microcredito da destinare alle piccole imprese.

Ma c’è di più: i fondi per il funzionamento e per la comunicazione dei gruppi consiliari avanzati dalla scorsa legislatura ammontano a più di 5 milioni e mezzo di euro… Che fine farà questo tesoretto? Noi proponiamo di restituirlo ai cittadini tramite il microcredito alle piccole imprese… i partiti accetteranno la nostra proposta?
 
Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Lombardia

3 ottobre 2012

COMUNICATO STAMPA MoV5stelle sull'accorpamento delle province



COMUNICATO STAMPA MoV5stelle sull'accorpamento delle province

In merito al dibattito sull'accorpamento delle Province, secondo i gruppi mantovani del Movimento 5 Stelle si dovrebbe procedere subito all'abolizione totale di tutte le province italiane in quanto la maggior parte delle competenze (cultura e sport, centri per l'impiego, strade e trasporti, scuole e formazione professionale) non richiede un ulteriore organo politico (e relativa ulteriore burocrazia per i cittadini) ma semplicemente una migliore organizzazione e può essere delegata ricollocando il personale della Provincia e le relative risorse e competenze, nelle regioni e soprattutto nei comuni. Le provincie non sono altro che un ulteriore livello decisionale che spezza l’architettura degli enti locali, tra la Regione che presiede alle regole del gioco ed eroga importanti servizi come la sanità, e i Comuni, che sono il vero presidio e la necessaria interfaccia con i cittadini per tutti i problemi quotidiani.
Per coerenza il Mov5Stelle in tutta Italia non si è mai candidato ad elezioni Provinciali infatti è inutile invocare l'eliminazione delle Province e poi presentarsi alla spartizione delle poltrone provinciali. I cittadini delle province che saranno (forse) abolite, non devono cercare il salvataggio della provincia in cui risiedono, ma devono unirsi nello sforzo di abolire tutte le province. Non dobbiamo chiederci perché ci vogliono accorpare con Lodi o Cremona, ma perché non aboliscono anche Lodi o Cremona. Tutti i cittadini dovrebbero concentrarsi sul mantenimento e sul miglioramento dei servizi, con particolare attenzione al territorio di residenza e questo va fatto senza strutture di intermediazione come le Province.
Il primo impatto dell'abolizione delle Province sarebbe quello di eliminare subito molte "poltrone"  infatti oggi ci sono 110 Presidenti di Provincia, 1.074 assessori provinciali e 3.258 consiglieri provinciali per un costo annuo di circa € 50.000.000. A questi costi vanno poi aggiunti quelli relativi alla gestione degli organi elettivi (assessori, consiglieri e loro collaboratori e staff): uffici, personale specifico, auto "blu", rimborsi, spese di rappresentanza. L'abolizione totale deve riguardare quindi gli organi politici  salvaguardando l'identità locale. In merito ai posti di lavoro del personale attualmente operante nelle province, la ricollocazione negli altri enti deve garantire i livelli di occupazione attuale.

Movimento 5 Stelle - Gruppi della provincia di Mantova

12 aprile 2012

SOLDI AI PARTITI : L' ENNESIMA FARSA DEL PDI (Partito Degli Inciuci)

Soldi ai partiti: l'ennesima farsa del PDI.
Pagheranno queste manovrine che offendono la dignità dei cittadini, alle prossime elezioni comunali ci saranno crolli di consenso per i partiti e sarà il boom delle liste civiche, tra le quali il MoVimento 5 Stelle.
Il MoVimento 5 Stelle ha sempre rinunciato ai rimborsi elettorali e li rinuncerà sempre anche quando sarà eletto in Parlamento.



fonte: ilfattoquotidiano.it

Soldi ai partiti, intesa in maggioranza
    Maggiori controlli, ma nessun taglio
 
Solo rinviati i cento milioni di rimborsi della tranche di luglio, restano i fondi a pioggia. Pd, Pdl e Udc: obbligo di pubblicazione e certificazione dei bilanci, commissione sulla trasparenza e maximulte

Controlli affidati a una commissione sulla trasparenza a partire dai rendiconti del 2011, pubblicazione dei bilanci su Internet, obbligo di investire esclusivamente in titoli di Stato, sanzioni fino al triplo del valore delle irregolarità e pubblicità delle donazioni di oltre 5mila euro. Sono i punti principali dell’intesa raggiunta oggi dai cosiddetti “sherpa” dei partiti di maggioranza sulla riforma dei partiti che, tra le altre cose, hanno definito di rimettersi ai tempi del calendario già fissato per l’attuazione dell’articolo 49 e le regole sul finanziamento, cioè all’ultima settimana di maggio. Per il momento, dunque, nessun taglio al finanziamento e nessuna rinuncia ai 100 milioni dell'ultima tranche del 2008. L’intesa, secondo l’accordo dei “tecnici” di Pd, Pdl e Terzo Polo, sarà trasformata ”in norma di legge nel giro di pochi giorni”

EUROPA CONTRO ITALIA: IRREGOLARITA' NEI BILANCI DI 91 PARTITI

31 gennaio 2012

I parlamentari si tagliano lo stipendio. Ma è un bluff

La sforbiciata alla busta-paga equivale all'aumento percepito nel 2012. Quindi da dicembre ad oggi non è cambiato nulla
parlamentari spumante e1327968883720 500x314 I parlamentari si tagliano lo stipendio. Ma è un bluffÈ bastato annunciarlo per far credere che fosse vero: “finalmente anche i politici si tagliano lo stipendio”. Si tratta di 1.300 euro lordi, circa 700 netti al mese. Una magra consolazione per tutti i cittadini che sono chiamati a fare sacrifici, di fronte ad una “casta” che difende l’indifendibile. Una consolazione ancora più magra quando si viene a scoprire che il taglio è un vero e proprio bluff.
Via i vitalizi, più soldi ai parlamentari. Torniamo per un attimo a dicembre: vi ricordate tutta la polemica per l’eliminazione dei vitalizi e sul passaggio dal sistema retributivo e a quello contributivo per i parlamentari? Bene, quella riforma ha da una parte eliminato i privilegi di cui godevano deputati e senatori riguardo al periodo successivo all’incarico parlamentare (riducendo, tra le altre cose la pensione di quasi la metà del valore attuale), ma ha permesso l’emersione di una quota di reddito precedentemente impiegata per il versamento del contributo per il vitalizio. In pratica, i nostri eletti si sarebbero ritrovati con 700 euro in più in busta-paga.
Cambiare tutto per non cambiare niente. Così, per evitare che la notizia dell’aumento dello stipendio venisse alla luce (ma su Facebook è già spuntata la pagina del Movimento Anticasta Italiano), i parlamentari hanno provveduto ad eliminare l’aumento appena percepito. “Si tratta di decisioni definitive e ad effetto immediato”, ha spiegato il vicepresidente Rocco Buttiglione al termine della riunione di ieri a Montecitorio. Il taglio varrà per tutti i deputati, mentre si dovrà aggiungere un ulteriore taglio del 10% per quei deputati che svolgono un ruolo ulteriore, come i presidenti di commissione. Insomma, da dicembre ad oggi, deputati e senatori si ritroveranno con lo stesso stipendio. Cambia solo un aspetto: il rimborso per le spese destinate ai collaboratori parlamentari sarà per metà forfettario (ora lo è al 100%) e per l’altra metà dovrà documentato o con l’assunzione del collaboratore o con la documentazione delle spese sostenute. I soldi risparmiati? Secondo il questore del Pdl, Antonio Mazzocchi, questi 1.300 euro che verranno tagliati saranno accantonati in un fondo a tutela di eventuali ricorsi da parte dei deputati. Dov’è quindi il risparmio per le casse dello Stato?
Fare bella figura, gratis. “Se la notizia degli stipendi aumentati fosse uscita, li avrebbero linciati”, spiega Franco Bechis, vice direttore di Libero, sul suo blog. “Così hanno deciso non di tagliarsi lo stipendio, ma di rinunciare a quell’aumento. Provando a fare bella figura”. Gratis

10 dicembre 2011

PARLAMENTARI VERGOGNOSI

da  http://www.ilfattoquotidiano.it/

Stipendi dei parlamentari, tagli bloccati.
La casta frena Monti. Si decide in aula




Il taglio degli stipendi dei parlamentari? Di certo non sarà contenuto nella manovra e finirà per essere rimandato “di qualche mese”. La commissione Bilancio, infatti, si avvia a varare un emendamento per modificare la norma che dà al governo la possibilità di ricorrere per decreto al taglio delle indennità, nel caso in cui la commissione guidata dal presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, non depositi il previsto studio di comparazione entro fine anno. La norma è quella contenuta nell’articolo 23 della manovra, comma 7. Tutti d’accordo, insomma. Come a dire che le camere, come ripetuto anche dal vice-capogruppo del Pdl a Montecitorio, Massimo Corsaro, invocano la sovranità nella scelta e chiedono all’esecutivo di non agire direttamente. Piuttosto di fissare dei tempi entro cui il parlamento dovrà intervenire sulla materia.