16 ottobre 2012

Scandali Regione Lombardia. M5S :"L'opposizione e la LEGA si dimettano prima del 20 Ottobre e rinuncino al vitalizio".



... se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi di questo governo regionale indecente, o prender coraggio e dimettersi subito e rinunciare al vitalizio!

Il 21 ottobre saranno decorsi i 30 mesi di versamento dei contributi dei consiglieri regionali della Lombardia che, ai sensi dell'art. 5 della L.R. 12/1995, avranno così maturato il diritto alla corresponsione dell'assegno vitalizio.
Abbiamo chiesto le dimissioni di Formigoni fin dal giorno della sua elezione, prima ancora degli scandali che hanno coinvolto lui, la sua giunta e il suo Consiglio regionale, in quanto incandidabile in violazione del dettato normativo che limita a due il numero di candidature e che Regione Lombardia non ha mai recepito nel ventennio formigoniano.
Abbiamo denunciato la situazione insostenibile del Consiglio Regionale più indagato della storia.
Abbiamo presentato un disegno di legge popolare "Zero privilegi" per l'abolizione del vitalizio
Abbiamo denunciato l'arroganza di un governo regionale che ignora sentenze del Tar, Consiglio di Stato e Cassazione assumendo in regione una classe dirigente di amichetti, braccio operativo di CL, malgrado il relativo concorso fosse stato annullato.
Denunciamo oggi lo scandaloso atteggiamento di Formigoni che anzichè rivolgersi ai cittadini e presentarsi in piazza si reca a Roma, da Alfano e Maroni; dichiara che si dimetterà solo se glielo chiede il partito; dichiara che si ricandida se glielo chiede il partito; Dichiara che se cade lui cadono Veneto e Piemonte (questo noi lo chiamiamo ricatto).
Chi governa realmente in Lombardia? Formigoni oppure la coppia Alfano/Maroni?
Assistiamo oggi alla convulsa mobilitazione delle opposizioni:
- le stesse opposizioni il cui capo gruppo non era presente in aula il giorno del voto di sfiducia allo stesso Formigoni
- le stesse opposizioni che hanno candidato come presidente Penati....
- le stesse opposizioni che non hanno mosso un dito per denunciare l'anomalia del ventennio formigoniano
- le stesse opposizioni che non hanno denunciato l'irregolarità e falsità delle firme delle liste del PDL
Queste opposizioni adesso minacciano dimissioni in massa..., dichiarando di averle già pronte ma si guardano bene dal depositarle e protocollarle, si limitano a consegnarle al loro capogruppo.
Invitiamo questa fervente opposizione che ha riscoperto il suo ruolo improvvisamente - appena prima delle elezioni politiche - a fare un gesto serio presentando le dimissioni oggi, prima della data di decorrenza dei 30 mesi di versamento dei contributi che, ai sensi dell'art. 5 della L.R. 12/1995, fanno scattare il diritto alla maturazione dell'assegno vitalizio.
Invitiamo la Lega Nord a smetterla con questa manfrina e staccare la spina subito,dimostrate tutti concretamente che le vostre dimissioni non sono dettate dal mero interesse personale o di partito ma dalla necessità di ridare credibilità ad una regione ridicolizzata a livello internazionale; dimettevi immediatamente e rinunciate a quello spregevole privilegio che consente a voi soli di beneficiare di un vitalizio al compimento del 60 anno di età dopo solo 30 mesi di servizio.
Non farlo renderebbe palese a tutti che il " bene comune" e' ormai un concetto che non vi appartiene o, forse, mai vi e' appartenuto.
DIMETTETEVI SUBITO!
Un ringraziamento speciale a Denis Ferro autore del video satirico

Integrazione delle ore 15.30 del 16 ottobre 2012.
ll PD ha emesso il seguente comunicato
Milano, 15 ott. - (Fonte Adnkronos) - Nessun consigliere del Pd in carica percepira' il vitalizio. Lo annuncia una nota il gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia. "Il decreto legge stabilita' da poco emanato dal governo Monti - afferma la nota - stabilisce come criteri per l'accesso al vitalizio la durata in carica di almeno dieci anni e il raggiungimento dei 66 anni d'eta'. Il Pd - continua - ha la regola del limite di due legislature, quindi i consiglieri di piu' lungo corso hanno svolto il loro mandato per sette anni e mezzo, essendo stati eletti la prima volta nel 2005 e la seconda nel 2010". Anche se questi consiglieri venissero eletti nella prossima legislatura, spiega la nota "le cose non cambierebbero, perche' nel frattempo il vitalizio in Regione Lombardia e' stato abolito".
Precisiamo in merito quanto segue:
- Benchè il PD come forza politica con quella denominazione abbia concorso solo alle elezioni del 2005 e del 2010, i consiglieri eletti nelle fila del PD potrebbero aver già effettuato altre legislature con altre casacche (DS, Margherita, Rifondazione Comunista, Ulivo, ecc. ecc. ) la stessa cosa vale per i consiglieri del PDL (ex AN, Forza Italia, ecc. ecc)  e per tutti gli atri, quindi verificheremo nominativamente la situazione di ogni consigliere.
- L'abolizione del vitalizio da parte di Regione Lombardia decorre solo dalla prossima legislatura, quindi i consiglieri che oggi abbiano maturato i 10 anni di attività consiliare matureranno il diritto al vitalizio ugualmente.

12 ottobre 2012

Pentiti Formigoni!



Formigoni Shufflin
(03:44)
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Il Celeste Forminchioni ha sciolto la Giunta dopo l'arresto di un suo assessore . E' come se venisse sorpreso un borseggiatore al supermercato e si arrestassero tutti i clienti per concorso di colpa. La logica di Forminchioni è incomprensibile da una mente comune. Chiunque al suo posto si sarebbe rifugiato all'estero dopo la vicenda Daccò e con mezza giunta inquisita. Lui resiste come una cozza. Vuole durare più di Andreotti, più di Berlusconi, più di Mussolini. Da vent'anni governa la Lombardia con Comunione e Liberazione. La legge prevede un massimo di due mandati consecutivi come presidente di Regione, lui ne ha fatti quattro, di cui tre consecutivi. Forminchioni se ne frega di tutto e tira dritto con il sorriso di chi ti prende per il culo e con la bazza in fuori.
Il soggetto deve disporre di poteri sovrannaturali. La Lega voleva mollarlo. Lui l'ha convinta a ritrattare (la Lega è abituata alle figure di merda...) minacciando di far cadere le giunte di Veneto e Piemonte. I casi sono due. O anche quelle giunte sono infiltrate dalla 'ndrangheta, e lui ne è a conoscenza, o Forminchioni ha preso il comando del Pdl al posto del manichino Alfano e del carrello dei bolliti Berlusconi. E' un impunito che fa quello che vuole e te lo dice in faccia senza pudore. Nei giorni scorsi un corteo di studenti ha cercato di raggiungere il nuovo (e inutile) palazzo della Regione per chiederne le dimissioni. Sono stati cristianamente, pastoralmente manganellati dalle forze dell'Ordine. Gli è stata impartita la benedizione ciellina. Ego te manganello in nomen Forminchionis.
Questo tizio è un vero mistero della Fede. Un portento della natura. Nessuno capisce come faccia a rimanere al suo posto senza essere cacciato a calci nel deretano e ad affermare che ora vuole costruire "una squadra all'altezza della sfida in questo momento complesso per l'Italia". Forminchioni, prenda l'ascensore dal suo ufficio all'ultimo piano del Palazzo Lombardia, il grattacielo dell'eccellenza, "un'opera prestigiosa firmata da grandi architetti", pagato dalle tasse dei lombardi. Esca da un ingresso secondario senza dare nell'occhio. Fugga in convento. Pentiti ciellino, perché hai molto peccato. Pur di levarti dai coglioni ti daremo l'assoluzione.

fonte :www.beppegrillo.it 

11 ottobre 2012

Scandali in Lombardia, su 80 eletti sono 14 gli inquisiti.Il video.

fonte :SKY TG 24

 

Stasera incontro pubblico con il Movimento 5 Stelle Viadana


Stasera appuntamento 
con il MOVIMENTO 5 STELLE VIADANA


Incontro pubblico alle ore 21,00 presso le Sale Polivalenti della PALM W&P a Buzzolletto di Viadana in via Codisotto N°8.

Vi aspettiamo numerosi per partecipare al cambiamento.

per info scrivete a viadana5stelle@virgilio.it

Staff Viadana 5 Stelle

10 ottobre 2012

Regione Lombardia, l’assessore Zambetti in manette: “Comprò voti da ‘ndrangheta”


Lombardia, arrestato assessore regionale "Ha comprato i voti dalla 'ndrangheta"

Arrestato anche Ambrogio Crespi, fratello di Luigi, il sondaggista di Berlusconi: avrebbe raccolto i consensi nei quartieri periferici di Milano. Secondo l''inchiesta condotta dalla Dda,alle elezioni del 2010 il politico del Pdl avrebbe acquistato 4mila preferenze per 200mila euro da emissari del clan Mancuso e Morabito

Un assessore della Regione Lombardia in manette, e questa volta l’accusa  di avere preso i voti della ‘ndrangheta, alle elezioni del 2010. All’alba i carabinieri hanno arrestato Domenico Zambetti, 60 anni, Pdl, con delega alla Casa, nell’ambito di un’inchiesta che ha portato in carcere una ventina di persone. In manette anche Ambrogio Crespi, fratello di Luigi, il celebre ex sondaggista di Silvio Berlusconi, che per la Dda di Milano si sarebbe incaricato personalmente di raccogliere i voti nelle periferie milanesi, in accordo con i clan. L’assessore avrebbe pagato 50 euro a voto i “pacchetti” di preferenze offerti dalla criminalità organizzata calabrese nella regione del Nord. Alle ultime elezioni, Zambetti aveva conquistato oltre 11mila consensi, risultando così tra i più votati.  Ma per ottenere il risultato si sarebbe rivolto a ‘portavoce’ dei clan calabresi, pagandogli in varie rate circa 200mila euro.
L’assessore Zambetti è accusato di voto di scambioconcorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. In dettaglio è accusato di aver comprato 4.000 preferenze, in vista delle elezioni del 2010, da cui il “conto” da 200.000 euro, da due esponenti della ‘ndrangheta. Legati, a quanto si apprende, ai clan Mancuso di Limbadi e Morabito-Palamara di Africo Nuovo, entrambi saldamente radicati in Lombardia. I presunti referenti individuati dagli investigatori sono Giuseppe D’Agostino, gestore di locali notturni, già condannato negli anni scorsi per traffico di droga, per i Morabito-Bruzzaniti, e l’imprenditore Eugenio Costantino per i Mancuso. 
A carico dell’assessore vi sarebbero intercettazioni telefoniche che documentano le fasi del pagamento. L’arresto è stato chiesto dal pm della Dda Giuseppe D’Amico ed è stato disposto dal gip Alessandro Santangelo.
L’arresto dell’assessore Zambetti è un altro colpo per la giunta di Roberto Formigoni, già assediato da richieste di dimissioni per gli scandali della sanità lombarda e per i numerosi esponenti della sua maggioranza finiti in carcere o sotto inchiesta negli ultimi anni. Sale infatti a 13 il numero di esponenti politici – fra Giunta e Consiglio – indagati dal 2010, inizio della legislatura al Pirellone. Proprio l’altro ieri, è stato condannato in primo grado a due anni e mezzo per falso e truffa il consigliere del Pdl Gianluca Rinaldin mentre la scorsa settimana è stato chiesto il rinvio a giudizio per varie ipotesi di reato, fra cui corruzione, per l’ex vice presidente dell’Aula, Filippo Penati, ex Pd.


8 ottobre 2012

Assalto alla "dirigenza" in Regione Lombardia



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Come promesso lo scorso 7 luglio nel corso della manifestazione "Formigoni, licenziamolo noi", proseguiamo il pressing nei confronti di Formigoni e della giunta Lombarda.
Infatti, oggi pomeriggio presso il comune di Milano Mattia Calise, Enrico De Alessandri e Vito Crimi hanno presentato le ragioni a sostegno dell'esposto denuncia, da essi sottoscritto, e depositato alla Procura presso la Corte dei Conti di Milano per possibile danno erariale causato dal segretario generale di Regione Lombardia e dal consiglio regionale, per l'assunzione illegittima di 31 dirigenti regionali, danno quantificabile in quasi 14 milioni di euro.
In Regione Lombardia sono stati assunti (e ancora operano) 31 dirigenti (molti dei quali legati a personaggi influenti di Comunione e Liberazione) illegittimamente immessi in servizio dal Segretario Generale di Regione Lombardia, Nicolamaria Sanese, a seguito di unconcorso poi annullato per omessa pubblicazione in "Gazzetta Ufficiale", dal TAR della Lombardia (sent. 53 del 17/1/2008) confermata dal Consiglio di Stato (sent. 2077 del 1/4/2009) e definitivamente dalle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 14495 del 16.6.2010!
I contratti di assunzione di detti dirigenti prevedevano una clausola di licenziamento "automatico e senza preavviso" in caso di annullamento del concorso da parte della giustizia amministrativa, essendo pendenti le relative cause.
Malgrado ciò il Sanese, nella sua qualità di Segretario Generale della Regione, non ha provveduto a licenziare i suddetti 31 dirigenti come avrebbe dovuto già dopo la sentenza del TAR e Consiglio di Stato, ma come se ciò non bastasse ancor più allucinante il comportamento del Consiglio Regionale che tre mesi dopo la notifica in Regione della decisione del Consiglio di Stato, pur di conservare il posto ai 31 dirigenti, ha adottato uno scandaloso provvedimento legislativo - la cosiddetta legge "parentopoli" - che stabilisce che in Regione Lombardia i concorsi non debbano essere pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale (art.1, comma 7, L.R. n. 14 del 3 agosto 2009).
La cosiddetta legge parentopoli, promulgata proprio da Formigoni il 3 agosto 2009, fu poidefinita dal TAR della Lombardia di "illegittimità pur palese" (Sentenza n. 3149 del 13 dicembre 2011).
Credere di poter sanare attraverso la cosiddetta "legge parentopoli" le sentenze della giustizia amministrativa, non è soltanto oltraggioso nei confronti degli altri dipendenti regionali e dell'intera collettività, ma significa abbandonare la Regione Lombardia agli orrori dell'illegalità!
Abbiamo informato tutti i consiglieri regionali, con nota del 24 settembre 2012, della nostra denuncia invitandoli a prendere gli opportuni e urgenti provvedimenti di competenza per sanare la situazione illegittima e il licenziamento del segretario generale Nicolamaria Sanese che con le sue responsabilità ha causato il danno erariale in questione. Da allora si sono svolti due consigli regionali e nessun provvedimento è stato preso.
Denunciamo quindi un comportamento lesivo degli interessi della collettività, un tentativo di sottrarsi alle decisioni del giudice con provvedimenti legislativi regionali privi di legittimità, nonché l'assalto alla "dirigenza" da parte di una casta da sempre impunita, che piazza illegittimamente i suoi uomini nei posti chiave.
Sottrarsi alle regole adottando leggi regionali illegittime, o in alcuni casi omettendo di adottarle quando richieste, è una prassi di Regione Lombardia, basti pensare alla legge elettorale che non è mai stata recepita dalla Regione e pertanto non impedisce a Formigoni di ricandidarsi all'infinito disattendendo la normativa nazionale che stabilisce un limite di due mandati per i presidenti di regione.
Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi Nemmeno!

3 ottobre 2012

In questo mondo di ladri


In questo mondo di ladri i politici arrestati, rinviati a giudizio, condannati occupano interi notiziari. C'è materiale per una biblioteca di Alessandria del crimine. Neppure Ercole riuscirebbe a ripulire dallo sterco la moderna stalla di Augia che è diventata l'Italia. Per molto meno in altri Paesi la gente sarebbe scesa in piazza, avrebbe assediato il Parlamento. In Italia non succede. Ci si interroga su questo mistero, su questa apparente ignavia, da anni, senza trovare una risposta convincente. Tra le cause c'è lasindrome di Stoccolma per cui un intero popolo si è affezionato ai suoi carnefici, la menzogna trasformata in verità di Regime con l'occupazione di giornali e televisioni, come da piano della P2, la scomparsa dal Parlamento di ogni opposizione con due gemelli, pdl e pdmenoelle, che si sono alternati durante il Ventennio dell'Inciucio con lo stesso programma, litigando a uso delle telecamere nei talk show, e che ora hanno gettato la maschera governando insieme a Rigor Montis, l'indifferenza verso uno Stato sentito ostile ed estraneo, con mille ragioni, dai cittadini.
La risposta definitiva alla Seconda Repubblica dei Ladri, impunita e tollerata dall'opinione pubblica, è però più semplice. E' un discorso di pane e companatico. Quanti sono gli italiani che vivono di politica? I cerchi molteplici e senza fine che partono dai partiti, per continuare nelle municipalizzate, per proseguire nei concessionari di Stato e, in cerchi più larghi, nelle cooperative rosse e bianche a cui sono commissionate piccole e grandi opere inutili indebitando Stato, Regioni, Province, Comuni, nei centomila pensionati d'oro e d'argento, negli evasori totali, negli scudati fiscali, fino all'ultimo precario assunto in cambio di un voto? I beneficiati sono legione e votano. Il Sistema sopravvive perché un numero sterminato di italiani ne trae vantaggio. Parecchi milioni, un calcolo approssimativo di forse otto milioni che però va moltiplicato per almeno tre, il minimo nucleo familiare. Ventiquattro milioni di italiani, circa metà della popolazione che non vede, non sente, non parla e vota per i partiti. Un meccanismo alimentato, finché regge, da un debito pubblico insostenibile e dalla tassazione più alta d'Europa. Una tempesta perfetta è in arrivo. "In questo mondo di ladri, c'è ancora un gruppo di amici, che non si arrendono mai". Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere.

Discriminata perche' attivista del MoVimento




art 3 costituzione.jpg
Vergognoso tentativo di discriminazione da parte della Direzione Generale Infrastrutture e Trasporti di Regione Lombardia.
Iolanda è un'attivista del MoVimento 5 Stelle, non ricopre alcuna carica istituzionale e non ricopre alcun incarico nel MoVimento (incarichi che tra l'altro non ci sono) eppure basta il suo impegno di cittadina attiva per classificarla come legata ad un movimento o partito politico e pertanto non degna di rappresentare i comitati dei pendolari, benchè questi l'avessero indicata all'unanimità come loro rappresentante.
Secondo questa logica oltre metà degli italiani, avendo espresso un voto nelle cabine elettorali, potrebbero ritenersi collegati a partiti o movimenti politici, e ciò generare pregiudizio nei loro confronti, il tutto in aperta violazione dell'art. 3 della Costituzione
AGGIORNAMENTO: arrivata la risposta della Regione Lombardia vergognosa
Coordinamento provinciale pendolari pavesi accreditamento rappresentanti viaggiatori.pdf
La D.G. Infrastrutture e Trasporti di Regione Lombardia esclude la candidatura della nostra portavoce per il suo orientamento politico
Amici pendolari,
venerdì 28 settembre scorso abbiamo ricevuto una lettera dal Direttore Generale della direzione infrastrutture e trasporti di Regione Lombardia nella quale si respingeva la candidatura per la nomina dei 5 rappresentanti dei pendolari lombardi, della nostra portavoce, Iolanda Nanni, fondatrice del Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi ed eletta all'unanimita' dai membri attivi del Coordinamento, conosciuta in tutto il territorio provinciale pavese per il suo impegno nella causa trasporti. La motivazione indicata nella comunicazione fa riferimento ad un suo "collegamento" con il MoVimento 5 Stelle reputandolo un motivo ostativo alla sua candidatura a partecipare.
Qui potete scaricare la comunicazione del Direttore Generale: Comunicazione 27-09-2012
E' importante sottolineare che la delibera regionale (scarica qui DGR 3594 ) che regolamenta quali debbano essere i requisiti minimi per l'accreditamento alla nomina dei 5 rappresentanti dei pendolari lombardi che siederanno ai tavoli del Trasporto Pubblico Locale portando in quella sede la voce autorevole dell'utenza dal basso, prevede che sia il Comitato a NON dover essere collegato con partiti o movimenti politici, e non chi legittimamente lo rappresenta che può ovviamente esprimere un proprio orientamento politico come tutti i cittadini italiani (art. 3 Cost.).
Il Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi aveva già a suo tempo depositato e protocollato presso la Regione Lombardia tutta la documentazione rispondente ai requisiti richiesti, ottenendo l'accreditamento, compresa la dichiarazione di non essere collegato ad alcun movimento o partito, proprio perché i nostri membri sono pendolari che hanno i più diversi orientamenti politici, ma operano in piena collaborazione nell'esclusivo interesse del miglioramento dei trasporti e per la tutela dei diritti dei pendolari.
Pertanto, oggi 1° ottobre 2012 abbiamo inviato la nostra risposta alla Direzione Regionale Infrastrutture e Trasporti denunciando l'atto illegittimo e informando che Iolanda Nanni parteciperà regolarmente all'Assemblea per la nomina dei 5 rappresentanti fissata per il 4 ottobre p.v.
Manifestiamo la nostra solidarietà e totale fiducia nella nostra portavoce che ha mostrato in questi anni di avere tutte le competenze, la serietà e la determinazione per rappresentare le istanze dal basso dell'utenza pendolare e che non deve in alcun modo essere discriminata per il suo legittimo orientamento politico personale.
Scarica qui la nostra risposta alla Regione: Risposta CoordProvPV 1-10-2012

Ecco i condannati in Parlamento


Fonte: 
Report del 30-09-2012 - Raitre -
Reset Radio

Sono 13 anni che il Consiglio d’Europa chiede invano all’Italia di recepire e ratificare la Convenzione Civile e Penale di Strasburgo sulla corruzione. Secondo la Corte dei Conti, il costo della corruzione per il nostro Paese è di 60 miliardi l’anno. Una cifra impressionante, ma ci siamo mossi solo dopo l’ennesimo scandalo sui finanziamenti per la ricostruzione post terremoto de L’Aquila, quello che ha coinvolto la famigerata cricca, perché nelle Commissioni del Parlamento si discutesse per la prima volta un disegno di legge contro la corruzione nella PA.
Ad oggi  il Parlamento ancora non riesce a fare un DDL anticorruzione. Ci sono milioni di leggi, ma non una sulla corruzione.
Ci vediamo in Parlamento , sarà un piacere.
Staff Viadana 5 Stelle
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COMUNICATO STAMPA MoV5stelle sull'accorpamento delle province



COMUNICATO STAMPA MoV5stelle sull'accorpamento delle province

In merito al dibattito sull'accorpamento delle Province, secondo i gruppi mantovani del Movimento 5 Stelle si dovrebbe procedere subito all'abolizione totale di tutte le province italiane in quanto la maggior parte delle competenze (cultura e sport, centri per l'impiego, strade e trasporti, scuole e formazione professionale) non richiede un ulteriore organo politico (e relativa ulteriore burocrazia per i cittadini) ma semplicemente una migliore organizzazione e può essere delegata ricollocando il personale della Provincia e le relative risorse e competenze, nelle regioni e soprattutto nei comuni. Le provincie non sono altro che un ulteriore livello decisionale che spezza l’architettura degli enti locali, tra la Regione che presiede alle regole del gioco ed eroga importanti servizi come la sanità, e i Comuni, che sono il vero presidio e la necessaria interfaccia con i cittadini per tutti i problemi quotidiani.
Per coerenza il Mov5Stelle in tutta Italia non si è mai candidato ad elezioni Provinciali infatti è inutile invocare l'eliminazione delle Province e poi presentarsi alla spartizione delle poltrone provinciali. I cittadini delle province che saranno (forse) abolite, non devono cercare il salvataggio della provincia in cui risiedono, ma devono unirsi nello sforzo di abolire tutte le province. Non dobbiamo chiederci perché ci vogliono accorpare con Lodi o Cremona, ma perché non aboliscono anche Lodi o Cremona. Tutti i cittadini dovrebbero concentrarsi sul mantenimento e sul miglioramento dei servizi, con particolare attenzione al territorio di residenza e questo va fatto senza strutture di intermediazione come le Province.
Il primo impatto dell'abolizione delle Province sarebbe quello di eliminare subito molte "poltrone"  infatti oggi ci sono 110 Presidenti di Provincia, 1.074 assessori provinciali e 3.258 consiglieri provinciali per un costo annuo di circa € 50.000.000. A questi costi vanno poi aggiunti quelli relativi alla gestione degli organi elettivi (assessori, consiglieri e loro collaboratori e staff): uffici, personale specifico, auto "blu", rimborsi, spese di rappresentanza. L'abolizione totale deve riguardare quindi gli organi politici  salvaguardando l'identità locale. In merito ai posti di lavoro del personale attualmente operante nelle province, la ricollocazione negli altri enti deve garantire i livelli di occupazione attuale.

Movimento 5 Stelle - Gruppi della provincia di Mantova