8 maggio 2012

Dal fattoquotidiano.it

Centrodestra fuori da tutte le principali città. Alfano: "Sconfitta non catastrofe". Il candidato di Grillo
al 20% a Parma. Doria e Orlando vicini a vittoria. Affluenza giù del 7% (Leggi lo speciale del fatto.it)
BERSANI: "IL PD HA VINTO" - LEGA: IL CARROCCIO PERDE CONSENSI IN LOMBARDIA
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Affluenza in calo per le prime elezioni dell'era Monti: ha votato circa il 67% dei nove milioni di elettori chiamati alle urne contro il 74% delle precedenti amministrative. A Verona Flavio Tosi si riconferma al primo turno. A Genova, vantaggio per Marco Doria di Sel che però andrà al ballottaggio con il terzo polo.  A Parma Vincenzo Bernazzoli (Pd) vince ma non sfonda e se la vedrà con Federico Pizzarotti, candidato del movimento di Grillo che ha raccolto il 20%. A Palermo si prospetta lo scontro "fratricida" tra Leoluca Orlando per l'Idv e Fabrizio Ferrandelli del Pd. Pdl fuori dai giochi in tutte le città principali

7 maggio 2012

E' iniziata la rivoluzione culturale a 5 stelle

Oggi sono stato con i ragazzi di Parma 5 Stelle.
Ho pianto. Si non vi nascondo che ho pianto di gioia.

E' iniziata la rivoluzione culturale 5 stelle nel Paese e l'anno prossimo alle elezioni nazionali si compierà il resto: entreremo in Parlamento e grazie alla somma delle intelligenze dei cittadini faremo quelle riforme che gli italiani meritano da troppo tempo.



Evviva il Movimento 5 Stelle
Evviva Viadana A Cinque Stelle


Stefano Capaldo
Portavoce Movimento 5 Stelle Viadana

CLAMOROSA VITTORIA DEL CODACONS: IL TAR DEL LAZIO CONDANNA IL MINISTERO DELLA SALUTE ED IL MINISTERO DELL'AMBIENTE A RISARCIRE I CITTADINI AVVELENATI DALL'ARSENICO!! TRA I CITTADINI CHE POSSONO ESSERE RISARCITI ANCHE I VIADANESI!


fonte: CODACONS

 

La clamorosa sentenza del TAR del Lazio, numero 664 del 2012, condanna i Ministeri della Salute e dell'Ambiente a risarcire gli utenti dell’acqua di varie regioni (Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia, Umbria) con 100 euro a cittadino. La sentenza apre una strada di incredibile valore, affermando che fornire servizi insufficienti o difettosi o inquinati determina la responsabilità della pubblica amministrazione per danno alla vita di relazione, stress, rischio di danno alla salute.

Il TAR ha riaffermato che l’acqua fornita ai cittadini deve essere salubre e la tariffa legata proprio alla qualità di essa, da cui l’indicazione di agire contro le ATO che non potevano non tenere conto di questo dato nel determinare la tariffa.
Ma non solo.
Il TAR ha statuito che il “fatto illecito costituito dall’esposizione degli utenti del servizio idrico ad un fattore di rischio (l’arsenico disciolto in acqua oltre i limiti consentiti in deroga dall’Unione Europea), almeno in parte riconducibile, per entità e tempi di esposizione, alla violazione delle regole di buona amministrazione, determina un danno non patrimoniale complessivamente risarcibile, a titolo di danno biologico, morale ed esistenziale, per l’aumento di probabilità di contrarre gravi infermità in futuro e per lo stress psico-fisico e l’alterazione delle abitudini di vita personali e familiari conseguenti alla ritardata ed incompleta informazione del rischio sanitario’.
 
E il TAR definisce come certa la “pericolosità per la salute umana derivante da un’esposizione prolungata all’arsenico presente nell’acqua potabile, anche in quantità piccolissime, come risultante dalla ricerca condotta su oltre 11.700 persone in Bangladesh e pubblicato nell’edizione online della rivista scientifica The Lancet, che ha dimostrato che la presenza di arsenico in elevate concentrazioni nel sangue aumenta in modo significativo il rischio di tumori. Secondo le stime effettuate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, inoltre, in Bangladesh a partire dagli anni ‘70 almeno 35 milioni di persone hanno bevuto acqua contaminata con piccolissime quantità di arsenico, e secondo lo studio Heals (Health Effects of Arsenic Longitudinal Study) coordinato da Habibul Ahsan dell’Università di Chicago, ciò è stato sufficiente a provocare il 21%) delle morti per tutte le cause e il 24% di quelle attribuite a malattie croniche (in prevalenza, tumori al fegato, cistifellea e pelle e malattie cardiovascolari)’.
 
IL CODACONS PROMUOVE ADESSO UN NUOVA AZIONE GIUDIZIARIA COLLETTIVA GRATUITA PER TUTTI I PROPRI ISCRITTI.

IL CODACONS CON QUESTA AZIONE COLLETTIVA CHIEDE IL RISARCIMENTO DI 1.500 EURO, CALCOLATO IN VIA EQUITATIVA, PER CIASCUN ADERENTE E LA RIDUZIONE DELLA TARIFFA IDRICA APPLICATA DALLE RELATIVE ATO CHE DISTRIBUISCONO ACQUA AVVELENATA DALL'ARSENICO

TUTTI I RESIDENTI NEI COMUNI CON UNA PERCENTUALE DI ARSENICO SUPERIORE AI LIMITI DI LEGGE POSSONO FINALMENTE OTTENERE IL RISARCIMENTO DEI DANNI SUBITI E LA RIDUZIONE DELLA TARIFFA DELL'ACQUA!
MA E' NECESSARIO AGIRE SUBITO, ENTRO IL 30 GIUGNO!
Se vuoi agire, consulta pertanto il seguente prospetto, per controllare se il tuo Comune è tra quelli per cui e' possibile agire

NON TI ISCRIVERE SE IL TUO COMUNE NON E' TRA QUESTI INDICATI, O OLTRE IL TERMINE INDICATO
LISTA COMUNI

Regione: Lombardia
  • Marcaria
  • Roncoferraro
  • Viadana
  • Valdidentro
  • Valfurva
  • Maccagno
  • Sesto Calende
  • Dumenza


Regione: Trentino-Alto Adige/Südtirol
  • Trento – Laste/Cantanghel
  • Canal San Bovo
  • Fierrozzo
  • Frassilongo
  • Laion - Mullerhof
  • Lana - Foiana
  • Luson
  • Stelvio – Solda di Fuori Bolzano
  • Vadena - Monte Bolzano
  • Valle di Casies – S. Martino in Casies;
  • Durna in Selve
  • Bolzano


Regione: Lazio
  • Aprilia
  • Cisterna di Latina
  • Cori
  • Latina
  • Pontinia
  • Priverno
  • Sabaudia
  • Sermoneta
  • Sezze
  • Albano Laziale
  • Ardea
  • Ariccia
  • Genzano di Roma
  • Lanuvio
  • Lariano
  • Velletri
  • Castel Gandolfo
  • Ciampino
  • Castelnuovo di Porto
  • Trevignano Romano
  • Tolfa
  • Bracciano
  • Sacrofano
  • Formello
  • Civitavecchia
  • Santa Marinella
  • Anzio
  • Nettuno
  • Campagnano di Roma
  • Magliano Romano
  • Mazzano Romano
  • Acquapendente
  • Arlena di Castro
  • Bagnoregio
  • Barbarano Romano
  • Bassano in Teverina
  • Bassano Romano
  • Blera
  • Bolsena
  • Bomarzo
  • Calcata
  • Canepina
  • Canino
  • Capodimonte
  • Capranica
  • Caprarola
  • Carbognano
  • Castel Sant'Elia
  • Castiglione in Teverina
  • Celleno
  • Cellere
  • Civita Castellana
  • Civitella d'Agliano
  • Corchiano
  • Fabrica di Roma
  • Faleria
  • Farnese
  • Gallese
  • Gradoli
  • Graffignano
  • Grotte di Castro
  • Ischia di Castro
  • Latera
  • Lubriano
  • Marta
  • Montalto di Castro
  • Monte Romano
  • Montefiascone
  • Monterosi
  • Nepi
  • Onano
  • Oriolo Romano
  • Orte
  • Piansano
  • Proceno
  • Ronciglione
  • San Lorenzo Nuovo
  • Soriano nel Cimino
  • Sutri
  • Tarquinia
  • Tessennano
  • Tuscania
  • Valentano
  • Vallerano
  • Vasanello
  • Vejano
  • Vetralla
  • Vignanello
  • Villa San Giovanni in Tuscia
  • Viterbo
  • Vitorchiano


Regione: Toscana
  • Monterotondo Marittimo
  • Montieri
  • Campiglia Marittima
  • Campo nell'Elba
  • Capoliveri
  • Marciana
  • Marciana Marina
  • Piombino
  • Porto Azzurro
  • Porto Ferraio
  • Rio Marina
  • Rio nell'Elba
  • Suvereto
  • Pomarance
  • Castelnuovo in Val di Cecina
  • Radicondoli


Regione: Umbria
  • Castel Giorgio
  • Castel Viscardo Tern
  • Orvieto

 
IL CODACONS CON QUESTA AZIONE COLLETTIVA CHIEDE IL RISARCIMENTO DI 1.500 EURO CALCOLATO IN VIA EQUITATIVA, PER CIASCUN ADERENTE E LA RIDUZIONE DELLA TARIFFA APPLICATA AL CONSUMO DELL'ACQUA

Possono agire tutti gli abitanti dei Comuni sopra indicati, che siano intestatari di una bolletta dell'acqua per un contratto di utenza in corso

ISCRIVITI AL CODACONS AL COSTO DI €. 50,00 E AGISCI GRATUITAMENTE PER OTTENERE IL RISARCIMENTO DEL DANNO! NON DOVRAI AFFRONTARE ALCUNA SPESA, E POTRAI OTTENERE DAL GIUDICE UN RISARCIMENTO E LA RIDUZIONE DELLA TARIFFA DELL'ACQUA. RIPETIAMO NON ISCRIVERTI SE IL TUO COMUNE NON E' TRA QUELLI INDICATI NEL PROSPETTO DI CUI SOPRA, E OLTRE IL TERMINE INDICATO

Se vuoi partecipare a questa azione collettiva, CLICCA SUL SEGUENTE LINK
E COMPILA IL FORM CHE TROVERAI
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Una volta compilato ed inviato il form nella pagina seguente, riceverai automaticamente l'apposita modulistica per agire.


Avverti anche gli altri abitanti del tuo Comune!!

Nota: SE HAI GIA’ ADERITO AL PRECEDENTE RICORSO ARSENICO
POTRAI NUOVAMENTE AGIRE CON IL CODACONS PER RICHIEDERE LA RIDUZIONE DELLA TARIFFA APPLICATA DALLE ATO COMPETENTI E L’ULTERIORE RISARCIMENTO DEL DANNO. A BREVE RICEVERAI INFORMAZIONI VIA EMAIL PER COME ADERIRE E ANCHE PER COME INCASSARE LE SOMME GIA’ LIQUIDATE DAL TAR

PARTE ADESSO IL NUOVO MEGARICORSO PER LA RICHIESTA DEL RISARCIMENTO DEL DANNO A FAVORE DEL MILIONE DI UTENTI CHE ANCORA BEVONO ACQUA AVVELENATA! SE HAI GIA’ ADERITO AL PRECEDENTE RICORSO ARSENICO LEGGI LA NOTA IN FONDO ALLA PAGINA

MA E' NECESSARIO AGIRE SUBITO, ENTRO IL 30 GIUGNO!

SEGUI IN DIRETTA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE 2012


http://www.repubblica.it/static/speciale/2012/elezioni/comunali/index.html?ref=HREA-1

Grillo e gli alieni della politica

dal fattoquotidiano.it

Grillo e gli alieni della politica

Paolo Putti, Luca Ceruti, Gianni Benciolini, Federico Pizzarotti: sono alcuni dei candidati sindaco del Movimento 5 Stelle.
Loro, non Beppe Grillo. Lui è solo la lente d’ingrandimento per garantire visibilità al progetto. Il movimento è nato sulla spinta delle iniziative del comico genovese e grazie ai suoi interventi è riuscito a diffondere il nome e la “legge M5S”. Ma Grillo è stato solo il mezzo utile ad avere spazio sui media che difficilmente si sarebbero interessati a dei cittadini sconosciuti che si candidano promettendo, in prima istanza, di rendere trasparenti le amministrazioni in cui riescono a essere eletti e a farsi concretamente portavoce nelle istituzioni delle istanze di chi li ha votati. Ma si impegnano anche a lasciare la politica dopo il secondo mandato, a confrontarsi costantemente con i cittadini, a rinunciare ai rimborsi elettorali e altro. Tutti comportamenti scontati nei paesi con una classe politica responsabile. Quindi nel nostro Paese appaiono straordinari. Per questo i candidati del Movimento 5 Stelle mietono consensi e rischiano di sbaragliare i vecchi partiti, perché possono permettersi di apparire semplici, seri, responsabili. Apparire, perché per ottenere il riconoscimento di esserlo dovranno dimostrarlo nei fatti. Qualche esperienza positiva nelle Regioni c’è già stata. I candidati eletti nel 2010 in Lombardia e Piemonte, ad esempio, hanno finora mantenuto le promesse fatte. Come il 20enne Mattia Calise, entrato in Comune a Milano nel 2011.
Alle amministrative di domenica e lunedì il Movimento 5 Stelle per la prima volta presenta i suoi candidati in 102 degli oltre 800 Comuni. C’è Paolo Putti a Genova, Luca Ceruti a Como, Gianni Benciolini a Verona, Federico Pizzarotti a Parma, Alessandro Furnari a Taranto. E poi Angelo Malerba (Alessandria), Enza Blundo (L’Aquila), Riccardo Nuti (Palermo). Altri? Federico Costamagna, Marco Marrocco, Gregorio Mammì, Luisa Sabbadini, Giovanna Mineo, Giacomo Del Bino, Paolo Nugnes. Tutti sconosciuti, senza partiti. Tutti “diversi”.
Questo non è un semplice sostegno al Movimento. E’ la speranza che questi alieni della politica possano essere messi alla prova, che possano dare la scossa definitiva agli apparati partitici che si sono sostituiti allo Stato e ne hanno fatto roba loro. E poi si vedrà. Si vedrà come agiranno. Si vedrà come arriveranno alle politiche del 2013, se diventeranno un partito e si lasceranno scivolare nel blob della sprecopoli dei Palazzi diventando come gli altri. Ora una possibilità se la sono guadagnata. Piazza per piazza, città per città. Hanno riavvicinato le persone alla forma più pura di politica, ricostruendo quel rapporto diretto (e sano) tra elettori e candidati. Certo, il nostro è il Paese degli imbonitori, di quelli che promettono un milione di posti di lavoro e meno tasse per tutti, ma poi si dimenticano dei programmi usati solo come propaganda elettorale. Si vedrà. Ma credo che per il momento, questi cittadini normali e anonimi candidati abbiano conquistato il diritto di essere messi alla prova.
Anche solo per il fatto di aver messo d’accordo tutti: dal Pd al Pdl, da La Destra agli eredi dei komunisti leninisti-marxisti e filo maoisti (esistono ancora pare). Tutti d’accordo nell’attaccare e criticare il Movimento 5 Stelle, il diavolo Beppe Grillo. E se l’usato sicuro Pierluigi Bersani si scaglia con veemenza pari se non superiore a quella usata dagli Angelino Alfano-Daniela Santanché-Sandro Bondi, se tutti ma tutti i politici si trasformano e aggrediscono quelli dei 5 Stelle significa che ne hanno paura, una paura fottuta di essere spazzati via. Gridano all’antipolitica, ma l’antipolitica esiste solo se c’è la percezione nei cittadini che ci sia una politica negativa da eliminare: i vermicidi si usano solo quando le piante non sono sane. E guardando le piazze piene del Movimento 5 Stelle sembra proprio che gli elettori vogliano piantare semi nuovi. O almeno provare, poi si vedrà.

4 maggio 2012

L’Italia si prepara al voto, ma i partiti non sono trasparenti sui candidati.Tranne il M5S.

dal fattoquotidiano.it

L’Italia si prepara al voto, ma i partiti non sono trasparenti sui candidati

L'associazione "Pubblici Cittadini" ha analizzato i siti dei principali movimenti che si presenteranno alle amministrative di domenica e lunedì.Risultato: nella maggioranza dei casi non vi sono informazioni sui nomi scelti dalle segreterie locali. A salvarso solamente il Movimento cinque stelle 

 
Che lavoro fa il candidato sindaco del Pdl a Genova? Quanti anni ha il papabile primo cittadino del Pd a Catanzaro? Il capolista della Lega Nord a Parma ha precedenti penali? Chi presenta l’Udc a Brindisi? Domande semplici a cui non è possibile dare una risposta in tempi rapidi. Il motivo? Nella stragrande maggioranza dei casi, sui siti internet dei rispettivi partiti non vi sono informazioni dettagliate sui nomi scelti dalle segreterie locali per le elezioni amministrative di domenica e lunedì prossimi. E così chi cerca di saperne qualcosa in più è costretto ad avventurarsi in profili Facebook personali, pagine di giornali locali e conoscenza diretta dei candidati. Insomma: a quattro giorni dal voto, la trasparenza nelle liste elettorali è un miraggio, con buona pace di quegli elettori che vogliono sapere tutto o quasi di chi intendono votare.
E’ quanto emerge dall’indagine condotta dall’associazione “Pubblici Cittadini”, che fino al 16 aprile scorso ha analizzato i portali ufficiali dei principali movimenti politici d’Italia alla ricerca di curriculum vitae, informazioni e dettagli di chi ‘scende in campo’ nei 28 capoluoghi di provincia (sono 773 i comuni d’Italia al voto, ndr) in cui si andrà alle urne. Il quadro che emerge è emblematico: solo a Cuneo il Pdl fa sapere qualcosa del suo candidato sindaco, mentre il Pd presenta informazioni complete dei suoi possibili primi cittadini esclusivamente a Monza, Como e Gorizia. Le cose non vanno meglio con i partiti più piccoli: la Lega Nord presenta curricula dettagliati per 2 candidati sindaco su 14 (a Cuneo e Como), Fli uno – completo – su sette, Sel in due capoluoghi su otto (Asti e Frosinone), l’Udc in due centri su 19 (Como e Taranto) e l’Idv in nessun caso. Discorso diverso per il Movimento 5 Stelle: ci sono candidati-sindaco in 24 capoluoghi su 28 e di questi si sa qualcosa del loro curriculum vitae in 9 casi. D’altro canto, però, secondo l’associazione Pubblici Cittadini, M5S è l’unico soggetto politico a rendere consultabili le autodichiarazioni sullo status penale e sulle eventuali incompatibilità di tutti i candidati a capo di giunta e al consiglio comunale. Ecco, nel dettaglio, la situazione per tutti i partiti da come emerge nell’indagine dell’associazione Pubblici Cittadini.
Popolo della Libertà - Presente con propri candidati sindaco in tutti i 28 capoluoghi di provincia in cui si andrà alle urne, il Pdl vanta il non invidiabile primato di partito meno trasparente d’Italia sul web. Nel portale ufficiale dei berlusconiani, infatti, non c’è alcuna sezione dedicata alle amministrative 2012 né rimandi alle sezioni locali del Pdl. Impossibile, quindi, cercare di avere una lista completa dei nomi di chi scende in campo e, di conseguenza, di raccogliere informazioni su chi sono e cosa fanno. Per chi vuole saperne di più, l’unica strada da seguire è quella dei siti cittadini del Pdl. Anche in questo caso, però, non si è molto “fortunati”, visto che solo per Asti, Cuneo, Verona, Parma, Piacenza e Palermo ci sono indirizzi online funzionanti. Tra questi, quello di Cuneo rimanda al sito personale del candidato sindaco (quindi si può sapere qualcosa su ciò che fa nella vita), mentre in quelli di Verona, Palermo e Parma è presente la lista completa di chi concorre al consiglio comunale (solo i nomi). Autodichiarazioni sullo status penale dei candidati? Neanche a pagarle.
Partito democratico - Anche il Pd, come il Pdl, è presente con propri candidati sindaci in tutti i capoluoghi di provincia, ma le differenze rispetto ai berlusconiani in termini di trasparenza sono davvero minime. Il Pd, infatti, nel suo portale ha una sezione dedicata alle prossime elezioni amministrative, ma all’interno non vi sono né curriculum vitae dei propri rappresentanti né autodichiarazioni dello status penale. Chi vuole consolarsi, invece, ha a disposizione solo alcuni video di chi scende in campo nelle città più importanti. Anche per i democratici, quindi, tocca addentrarsi nella foresta dei siti delle sezioni. Con risultati deludenti. Su 28 capoluoghi, ben 9 non hanno un portale (Taranto, Belluno, Frosinone, Isernia, Trani, Catanzaro, Agrigento, Trapani, Lanusei). Ciò significa, quindi, che ci sono 19 siti. Funzionanti ma non funzionali. Detto di Monza, Como e Gorizia (informazioni abbastanza complete e aggiornate su candidati sindaco), nella maggior parte dei casi le notizie sono a dir poco scarne: dati anagrafici e professione dei candidati. Fa scalpore il caso di Genova, dove ci sono solo alcune interviste ai candidati consiglieri, mentre per i siti Pd di Pistoia e Lecce tra quattro giorni non si andrà neanche a votare: non esiste, infatti, alcun riferimento alle amministrative del 6 e 7 maggio. In tutti i casi presi in esame, oltretutto, non ci sono informazioni sullo status penale dei candidati.
Lega Nord - Il Carroccio proverà a conquistare 14 capoluoghi di provincia e, pur essendo presente nel sito della Lega una sezione dedicata alle prossime elezioni, non vi è alcuna informazione sui candidati. Costretti a navigare nei portali delle sezioni locali, il quadro che emerge è confuso: 5 città (Verona, Gorizia, Parma, Piacenza e Genova) hanno siti con i nomi dei candidati – a Genova indicata anche la professione – ; 3 capoluoghi (Belluno, La Spezia, Pistoia) non hanno neanche il sito o è in manutenzione/costruzione; 3 (Alessandria, Monza e Lucca) non contengono informazioni sul voto; 2 (Cuneo e Como) rimandano ai siti personali dei candidati-sindaco (con quasi tutte le informazioni utili). Ad Asti, invece, c’è il programma elettorale del possibile primo cittadino, ma non il suo curriculum vitae. Anche per quanto riguarda il Carroccio, da nessuna parte si possono leggere informazioni sullo status penale di chi ha deciso di scendere in campo.
Italia dei Valori - Il partito di Di Pietro correrà in tutti i 28 capoluoghi di provincia e nel sito del partito c’è anche la sezione ad hoc. Peccato, però, che è difficile da consultare perché praticamente assente in home page. Per chi riesce nell’impresa di trovarla, solo amarezza: nessuna lista dei candidati. Non va meglio nei portali delle sezioni locali. In 14 capoluoghi l’Idv non ha sito, in 10 (Como, Monza, Belluno, Verona, Genova, Piacenza, Pistoia, Lucca, Catanzaro e Palermo) c’è solo la lista dei candidati (e in qualche caso la professione), in quattro (Frosinone, Rieti, Oristano e Lanusei) il portale è in manutenzione. Per quanto riguarda lo status penale, solo a Parma c’è un segno di trasparenza: in Rete, infatti, l’Idv pubblicizza l’iniziativa ‘Candidati Puliti’, con i certificati di casellario giudiziario.
Sinistra Ecologia e Libertà - Il partito di Nichi Vendola si presenta in 27 capoluoghi su 28. Nel sito ufficiale, c’è un link alla sezione amministrative 2012 in cui c’è molto materiale elettorale, ma nessuna informazione sui curricula dei candidati e sul loro status penale. Per quanto riguarda i siti delle sezioni locali, in 6 città (Alessandria, Como, Cuneo, Monza, Gorizia e Taranto) non ci sono informazioni sul candidato sindaco, in alcune si dà conto delle visite di Vendola, mentre altre pubblicano il programma elettorale. Ad Asti e Frosinone, invece, ci sono biografie dei possibili primi cittadini, mentre i restanti siti ‘locali’ danno notizia – tramite link a indirizzi esterni – degli accordi stretti da Sel con altri partiti di centrosinistra o liste civiche.
Unione di Centro - Il partito di Casini ha propri candidati sindaco in 19 capoluoghi su 28 (negli altri appoggia candidati di altri schieramenti), ma in generale offre pochissime informazioni sui propri esponenti. Appena 3 liste su 19 presentano sui propri siti il programma elettorale, mentre per quanto riguarda le indicazioni biografiche dei papabili primi cittadini solo a Taranto e Como i candidati pubblicano il curriculum vitae. Nei restanti capoluoghi c’è solo il nome del candidato e, quando va bene, la data di nascita. Nessuna traccia, invece, sullo status penale di chi rappresenta l’Udc.
Movimento 5 Stelle - Tranne che a Brindisi, Isernia, Lanusei e Oristano, i grillini sono presenti in tutti i capoluoghi in cui si andrà a votare e quasi tutte le liste locali dispongono di propri siti ad hoc. Tra questi, 12 presentano informazioni sul programma elettorale (4 solo il programma ‘nazionale’ di M5S), mentre nei restanti 12 non v’è traccia. In 6 città su 24, inoltre, si sa praticamente tutto dei candidati, mentre in 3 solo qualche informazione biografica. Per i restanti 15, infine, solo nome, cognome e data di nascita. Le liste di Beppe Grillo, però, sono un’assoluta eccellenza per quanto riguarda le autocertificazioni sullo status penale e sulle eventuali incompatibilità in caso di vittoria alle urne: secondo Pubblici Cittadini, tutti i candidati hanno pubblicato on line la loro situazione giudiziaria.
Futuro e Libertà - Il partito di Gianfranco Fini è presente con proprie liste in 16 capoluoghi su 28 e tra questi in 7 casi ha un suo candidato sindaco. Nella stragrande maggioranza dei casi, sono pubblicati on line i curriculum vitae dei candidati sindaci, ma non quelli dei papabili consiglieri comunali (nessun curriculum presente in nessuna città, tranne Palermo e, in misura minore, Trapani). Per quanto riguarda lo status penale, invece, non si sa nulla di nessuno.
Il parere di Pubblici Cittadini - Sin dal 2009 (anno della sua fondazione), l’associazione Pubblici Cittadini ha chiesto ai segretari e ai coordinatori dei maggiori partiti italiani di pubblicare sui rispettivi siti internet i curriculum vitae (e l’autocertificazione sullo status penale) di tutti i candidati. Ma non a due giorni dalle elezioni, bensì un mese prima di qualsiasi tipo di consultazione elettorale. Si tratta, a sentire gli esponenti dell’associazione, di una forma minima di rispetto per gli elettori da parte dei partiti. Purtroppo, però, salvo rare eccezioni la trasparenza rimane un optional, come emerge anche dall’indagine sulle elezioni amministrative 2012.
“Come sostiene uno dei nostri ragazzi che hanno condotto l’indagine, la trasparenza ha valore come garanzia del merito – ha detto a ilfattoquotidiano.it l’avvocato Gustavo Ghidini, presidente del sodalizio –  Certo, se non ci sono i programmi essere trasparenti serve a poco. Quindi si può dire che la trasparenza non è sufficiente, ma certamente necessaria. Soprattutto in un sistema come quello italiano, dove i candidati vengono scelti dalle segreterie di partito. In Italia, però, la trasparenza è un miraggio: sfido tutti i politologi a saperne di più sui candidati alle prossime elezioni”. La conclusione di Ghidini è amara: “Chi non legge i giornali non sa nulla perché in Rete c’è poco o nulla. Significa che c’è poca democrazia e quest’ultima, come recita il nostro motto mutuato da Toqueville, è il potere di un popolo informato. Ed è impensabile che serva una legge per obbligare i partiti a essere trasparenti nelle loro scelte”.
Conclusioni - A prescindere da Toqueville, ciò che emerge prepotentemente dall’indagine del sodalizio è che, tranne il Movimento 5 Stelle, non si può sapere nulla sullo status penale di chi governerà nei 28 capoluoghi di provincia in cui si andrà alle urne (nei centri più piccoli è più facile sapere tutto di tutti). Ed è una falla grave, perché spesso e volentieri nelle elezioni amministrative si vota l’uomo e non il partito che rappresenta. Poi capita che in campagna elettorale gli inquirenti arrestino o indaghino i candidati. Altro dato interessante è che, in quanto a trasparenza, non ci sono differenze sostanziali né tra i partiti, né soprattutto tra Nord e Sud del Paese. Come dire: sul tema in questione, tutti d’accordo, a prescindere da luogo di provenienza e colore politico. E se è un malcostume poco importa.

3 maggio 2012

SE GRILLO PARLA DI MAFIA E FIORELLO SI IMPROVVISA IMPASTATO


dal blog cadoinpiedi.it

SE GRILLO PARLA DI MAFIA E FIORELLO SI IMPROVVISA IMPASTATO

di Biagio Simonetta - 3 maggio 2012

Le reazioni alle parole di Beppe a Palermo e l'innata vena di legalità scoppiata d'improvviso nei partiti


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Nei giorni scorsi Beppe Grillo ha usato un paradosso forte, e anche un po' infelice, per raccontare il dramma di migliaia di italiani strangolati da Equitalia. Lo ha fatto a Palermo e lo ha fatto tirando in ballo la mafia, argomento a volte tabù, a volte abusato (dipende dalle circostanze). Quello che è successo dopo lo abbiamo letto su tutti i giornali. Grillo è diventato un amico della mafia. Addosso a lui sono piovute critiche di ogni genere. Da destra a sinistra. Persino Fiorello ha puntato il dito contro la "cazzata" del comico genovese. I partiti e i loro giornali si sono riscoperti anti-mafiosi. Purezza e legalità sono riesplosi, quasi per incanto, in certe redazioni e in molte sedi di partito. Tutto in un giorno, tutto in poche ore.

Beppe Grillo ha un blog dal 2004. In otto anni di presenza on line, il suo sito (fra i più cliccati al mondo) ha dato spazio a vicende taciute dai grandi giornali. Ha presentato libri scomodi che raccontano le mafie da ogni angolo, come - per fare qualche esempio - Il Patto (ed. Chiarelettere) di Nicola BiondoLe Mani sulla città (ed. Chiarelettere) di Barbacetto e MilosaMetastasi (ed Chiarelettere) di Gianluigi Nuzzi, e recentemente anche il mio Faide - L'impero della 'ndrangheta (ed. Cairo).

Il Grillo amico della mafia dava spazio a tutto ciò mentre i grandi giornali promuovevano l'ultimo ricettario. Ovviamente senza che nessuno si indignasse. Oggi, però, la frase di Grillo a Palermo conta molto di più di unMangano qualsiasi, di un Dell'Utri senatore o di un Penati.

Il Movimento 5 Stelle, di cui Grillo è megafono e ideatore, non ha condannati per associazione mafiosa tra le sue fila. Non può averne per statuto. E' così anche nei partiti? E' così anche nel Pdl di Angelino Alfano - quello che ha scritto "La mafia uccide d'estate" (e d'inverno dov'é?) - o nell'Udc di Cuffaro e Casini? O nel Pd di Bersani e Penati?
Fra le valanghe di polemiche piovute su Grillo, però, ce n'è una che merita particolare attenzione. E' quella di Rosario Fiorello, showman, imitatore, conduttore radiofonico, comico e cantante italiano.
«Mi sa che Grillo ne sa poco di mafia. Che si vada a vedere un po' tutti i pilastri delle autostrade in Sicilia.... Grillo te posso di' 'na cosa? Ma vattela a piglia 'nder pizzo». Ciò che dice Fiorello è sorprendente. Parla damafiologo consumato, da siciliano duro e puro. Un Impastato mancato, insomma. Eppure non ricordo (ma magari è solo colpa mia) alcuna presa di posizione pubblica di Rosario Fiorello contro la Mafia. Ne ha parlato in qualche sua trasmissione? Magari quando lavorava a Mediaset, per l'azienda della famiglia Berlusconi, quella con lo stalliere eroe. Ma la parte più interessante è questa: «Che si vada a vedere un po' tutti i pilastri delle autostrade in Sicilia...». Caro Fiorello, cosa intendi dire? Cosa si nasconde, che tu sappia, nei pilastri delle autostrade siciliane? Raccontamelo. Magari lo denuncio io, se tu non ne hai il coraggio.

at-twitter.png@biagiosimonetta

2 maggio 2012


Questi stanno solo aspettando che andiamo a prenderli in Parlamento. 
Buttano alcool sul fuoco.

dal blog beppegrillo.it
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Giuliano Amato nominato super-consulente da Rigor Montis sui soldi pubblici ai partiti è uno schiaffo agli italiani. Una pernacchia. Un potente vaffanculo della Casta. Una provocazione. E' come buttare un fiammifero acceso in un pagliaio. Qualche volta mi chiedo se Monti e il Trio Lescano che lo appoggia abbiano veramente capito dove si trovano, in quale momento storico. L'Italia è sull'orlo del collasso economico, dopo il quale può succedere di tutto. Al confronto di Rigor Montis, di Alfano, Bersani e Casini,Maria Antonietta, alla quale venne attribuita la frase "Se non hanno pane, mangino brioches!", rivolta al popolo affamato durante la Rivoluzione francese, è una statista.
Giulano Amato ha una certa esperienza nel maneggiare i soldi e di finanziamenti pubblici, è stato tesoriere del PSI di Craxi. Uno dei rari casi in cui il tesoriere fa carriera e il capo finisce sotto accusa e latitante. L'esatto contrario dei tesorieri Belsito della Lega e di Lusi della Margherita.
Si invocano i tagli e si imbarca un tizio che prende 32.000 euro di pensione al mese. E' uno scherzo di Carnevale? Per le pensioni va applicato un tetto massimo di 3.000 euro. Sono più che sufficienti per vivere. Con il risparmio (valutabile in 7 miliardi di euro all'anno) delle mega pensioni, doppie e triple, dei vitalizi dei politici si apra un fondo per pagare i debiti che lo Stato ha con gli imprenditori che si suicidano al ritmo di uno o due al giorno. Affidare un incarico al superpensionato Amato per contenere i costi è unadichiarazione di guerra a chi non riesce a mangiare con la sua pensione e dopo il taglio di 200 euro al suo misero reddito decide farla finita buttandosi dal terrazzo. I sacrifici, o li facciamo tutti, o non li fa nessuno! Ma questo, Rigor Montis non lo sa. Non capisce che senza esempi, occupandosi di ritagli e frattaglie al posto dei tagli e senza l'appoggio dell'opinione pubblica, è già finito. Che sarà travolto. Un ferrovecchio a cui i partiti cercheranno di attribuire le colpe per poi essere spazzati via a loro volta.
Loro non si arrenderanno mai. Noi neppure. Ci vediamo in Parlamento (ma forse loro non ci saranno).

1 maggio 2012

Oggi, 1 MAGGIO.


Articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana

Art. 1
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Il Lavoro è l'opportunità di avere una vita, un futuro, una famiglia.
Il lavoro è l'opportunità di esprimersi come donna e come uomo.

Il lavoro è lo strumento di ogni donna e ogni un uomo per coltivare aspettative, realizzare sogni ed essere felice.
Il lavoro è la possibilità di guardare indietro con orgoglio e guardare avanti con speranza.
Buona festa del lavoro dallo staff Movimento 5 Stelle Viadana